«Chi ora dice no ai profughi offende il Cristo morto»

3 Aprile 2015

CHIETI. Il no del sindaco Di Primio e dello sfidante del Pd, Luigi Febo, ai profughi nella casa di riposo innesca la reazione di Giustino Zulli, la voce critica del Pd cittadino. «Si potrebbero...

CHIETI. Il no del sindaco Di Primio e dello sfidante del Pd, Luigi Febo, ai profughi nella casa di riposo innesca la reazione di Giustino Zulli, la voce critica del Pd cittadino. «Si potrebbero anche condividere», dice l’ex sindacalista, «alcune delle preoccupazioni espresse da alcuni personaggi politici, sui problemi relativi alla per me auspicabile ospitalità di immigrati e/o rifugiati, perché perseguitati politici che scappano da guerre, fame, malattie, miseria, in cerca di un futuro migliore, così come hanno fatto, dall'inizio del 1900 e negli anni 50 e 60 del secolo scorso, milioni di italiani tra i quali tantissimi abruzzesi e tanti esuli antifascisti». Per Zulli, però, le posizioni espresse dalla politica, difettano quando si ragiona sul piano delle proposte: «Se c'è una struttura che si considera inidonea, è giusto sconsigliarla, ma a condizione che se ne trovi un'altra, ma non mi pare che in questa direzione ci siano state proposte da parte di chi sino ad oggi si è pronunciato sull'argomento».

«La cosa che più mi indigna», conclude Zulli, «è che questi dinieghi, senza alcuna proposta alternativa, forse per catturare qualche voto di xenofobi e razzisti che probabilmente esisteranno anche a Chieti, siano stati fatti a pochi giorni di distanza da una delle manifestazioni più coinvolgenti, anche per chi cattolico non è, della cristianità: la processione del Venerdì Santo dove, dietro il feretro del Cristo Morto, uomo a suo tempo perseguitato politico, solitamente il sindaco con la fascia tricolore e tanti altri politici e amministratori, seguono in ipocrita partecipazione». (a.i.)