«Chi sa collabori all’inchiesta»

10 Luglio 2018

Appello degli investigatori ai 14 indagati per i soldi sulle tumulazioni

VASTO. “Operazione eterno riposo”: settimana di interrogatori per i tre dipendenti comunali accusati di induzione indebita a dare o promettere benefici per le tumulazioni dei defunti in cambio di denaro come Luisito Lategano, Franco Ambrosio e Antonio Recinelli, ma anche per i 14 indagati che avrebbero tratto beneficio dal comportamento illegale. «Spero», ha detto ieri mattina il dirigente del commissariato, Fabio Capaldo che coordina le indagini, «nella collaborazione degli indagati. Collaborando la loro posizione potrebbe cambiare e le responsabilità scemare». Allo stato attuale anche i beneficiari dell’induzione indebita rischiano una pena severa. Infatti, la novità del reato di induzione sta nell’inserimento del comma 2 nell’articolo 319, che recita: “Nei casi previsti di induzione indebita, chi dà o promette denaro o altra utilità, è punito con la reclusione fino a tre anni. Anche la vittima viene sanzionata”. La punibilità del soggetto indotto vorrebbe, nelle intenzioni del legislatore, spingere alla correttezza il privato nel rapporto con la pubblica amministrazione. “Il privato”, spiega la legge, “non può più cedere nei confronti di una blanda spinta a pagare, se non vuole essere coinvolto nella responsabilità penale”. «Le prove a carico degli indagati», ha ripetuto Capaldo, «sono inconfutabili. Collaborando potrebbero spiegare diversamente o dare una diversa interpretazione a ciò che è stato appurato. La stessa collaborazione», ha ripetuto il dirigente del commissariato, «la chiediamo ai cittadini che, dovendo affrontare una tumulazione o un altro problema con un defunto, hanno subito il comportamento illegale dei 3 arrestati o altre imposizioni. Il loro nome non sarà rivelato». I tre arrestati saranno ascoltati oggi alla presenza dei difensori, gli avvocati Antonello Cerella e Massimiliano Baccalà. Sono accusati anche di vilipendio di cadavere. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .