Chiauci, Pilkington rischia la “secca”
Dopo la rimozione dell’addetto alla sicurezza la diga non potrà essere riempita
VASTO. Un fulmine a ciel sereno. La notizia del licenziamento dell’ingegnere Gilda Buda, addetto alla sicurezza della diga di Chiauci, ha creato grande allarme. Il registro dighe di Napoli è stato chiaro, senza una persona addetta al controllo e alla sicurezza non può essere concessa l’autorizzazione al riempimento dell’invaso. «Per la Pilkington, e anche per le altre industrie del Vastese sarebbe un danno incalcolabile. Senza acqua l’azienda non può lavorare», dice Emilio Di Cola rappresentante sindacale del colosso vetrario. Il contratto della Buda è stato annullato dal neo commissario Franco Amicone. Voci insistenti parlano dell’arrivo di un nuovo dirigente dal Molise. Al momento comunque la sicurezza della diga di Chiauci, elemento indispensabile per ottenere la riempitura dell’invaso, non è stata affidata a nessuno. Da San Salvo molti imprenditori e operatori turistici avrebbero intenzione di inviare una lettera al governo, ai parlamentari abruzzesi e al governatore D’Alfonso per chiedere un intervento finalizzato a rimuovere le condizioni che hanno portato all’annullamento del contratto alla Buda, o, in alternativa, la riassunzione immediata di un addetto alla sicurezza. Il dramma della carenza idrica che si ripresenta ogni anno insieme alla cosiddetta “guerra dell’acqua” investendo l’intero territorio, può trovare soluzione definitiva solo attraverso il completamento di questa indispensabile infrastruttura. Altre forme risolutive che di volta in volta si delineano con un grande sforzo di concertazione tra i vari enti interessati, rappresentano soluzioni marginali e non definitive. La diga di Chiauci è ancora oggi una incompiuta dalle proporzioni gigantesche: 70 metri di altezza, 141 di lunghezza per una portata di 15 milioni di metri cubi di acqua. Oggi ne ha poco più di 4 milioni perché l’opera è incompleta. Le industrie , il mondo agricolo e il turismo si augurano che venga fatto il possibile per consentire gli approvvigionamenti idrici per tutta la riviera. Un intero territorio composto da 100 mila abitanti è ristorato dalla faraonica struttura.(p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

