Chiesa chiusa da due anni Vertice su Sant’Urbano

9 Settembre 2018

Bucchianico. Assemblea cittadina oggi alle 18.30 davanti al luogo di culto I fedeli: i fondi per la ristrutturazione ci sono, fateci capire che sta succedendo

BUCCHIANICO. Riunione cittadina oggi pomeriggio, alle 18,30, davanti la chiesa per capire lo stato dei lavori nel luogo di culto più grande del paese, quella dedica a Sant’Urbano, che da due anni è chiusa per motivi di sicurezza dopo le scosse del 30 ottobre 2016, quando si sono aperte delle lesioni e caduti calcinacci al suo interno. I lavori non sono mai partiti anche se i fondi sono già stati stanziati. Alla popolazione, tanto devota a Sant’Urbano, è stato tolto il cuore pulsante della festa ultrasecolare dei Banderesi.
«All’iniziativa parteciperanno le autorità religiose e civili, ma non si tratta di un’azione politica», precisa uno dei promotori dell’incontro, «sono passati due anni di silenzio assordante dalla chiusura della nostra chiesa e non possiamo più fare finta di niente».
La chiesa di Sant’Urbano è la più grande della cittadina che conta 5 mila abitanti: lì si svolgevano i riti e le celebrazioni più importanti e di richiamo, ma non solo: è e rappresenta, la culla religiosa in cui prende vita la Festa dei Banderesi, la rievocazione storica, religiosa e folkloristica che va avanti dal 1280 (nella chiesa di Sant’ Urbano vi è il reperto che lo testimonia) patrocinata per anni dall’Unesco e che vanta la Porta Santa nella cripta, che viene aperta ogni anno il 24 maggio a cui segue la cerimonia delle entrate per lucrare l’indulgenza plenaria del 1801 rinnovata nel 2011 da Papa Benedetto XVI.
La chiesa è stata chiusa ai fedeli per motivi di sicurezza dopo le scosse del 2016 ma già dal sisma del 2009 che colpì l’Aquila aspettava i lavori di rinsaldatura che non sono mai arrivati. «Eppure i 2 milioni di euro che occorrono per mettere in sicurezza la chiesa, sono già stati stanziati», tuona qualche cittadino che continua: «vogliamo capire quando partiranno i lavori e quando potremo rientrare nella nostra chiesa».
«La forte devozione dei bucchianichesi a Sant’Urbano ha fatto sopportare la mancanza di un luogo fortemente legato alla sua festa ma non deve diventare un’abitudine», ha commentato il Sergentiere Guglielmo Tatasciore, che ha il compito di preservare i valori e i riti della saga ultrasecolare. Nella chiesa intitolata al Santo vi sono conservate le sue reliquie e la sua statua e lì si svolgevano le cerimonie più seguite dai fedeli che ora, spesso, non trovano spazio nella chiesa parrocchiale, rimanendo in piedi o peggio fuori. «Un grande dispiacere per tutti i Banderesi e tutti i bucchianichesi», ha aggiunto Carlo Palombaro, Banderese nell’edizione 2018 che quest’anno, come vuole la tradizione, seguirà nel lungo periodo di preparativi che porta alla famosa “ciammaichella” di maggio, il Banderese 2019 Loris Zappacosta, «lavori non sono mai partiti nonostante le rassicurazioni e noi ci troviamo per il terzo anno a festeggiare il nostro amato Santo senza la sua casa».
Debora Zappacosta
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