Chiesa gremita per l’addio a Bellia

17 Luglio 2015

CHIETI. Era sempre pronto a venire incontro ai problemi della gente, quella stessa gente lo ha ripagato partecipando al suo funerale. Un migliaio di persone ha dato ieri mattina l’ultimo saluto a...

CHIETI. Era sempre pronto a venire incontro ai problemi della gente, quella stessa gente lo ha ripagato partecipando al suo funerale. Un migliaio di persone ha dato ieri mattina l’ultimo saluto a Giuseppe Bellia, per tutti confidenzialmente “Penozz”, lo stesso nome con cui la famiglia ha voluto ricordarlo anche nel manifesto funebre. Il rito è stato celebrato nella chiesa di San Francesco Caracciolo al Tricalle dal parroco don Panfilo Argentieri. In tanti sono arrivati, dai politici, come l’ex sindaco Andrea Buracchio, alla gente comune, come gli operai delle due fabbriche di famiglia, la Seab e la New Life, oltre allo sfasciacarrozze “Eco 95” che lui stesso aveva fondato da giovane, dopo che, bambino, insieme ai genitori si era trasferito da Riesi, in provincia di Caltanissetta, a Chieti in cerca di una vita migliore. Una famiglia numerosissima quella dei Bellia. L’ottantaduenne “Penozz” era addirittura trisnonno. Molti dei fratelli e sorelle li aveva già perduti, come Angelo, Rosa, Gino, Salvatore (morto un mese fa) e soprattutto Antonio, al quale era molto legato perché avevano sposato due sorelle, Ines, sua moglie, e Rita Santeusanio. Gli altri fratelli e sorelle c’erano tutti: Benito, Lucio, Melina e Angela, moglie del consigliere comunale Mario De Lio. Il momento più toccante del funerale è stato quando, in chiesa, un nutrito gruppo di nipoti ha letto una lettera scritta di proprio pugno e indirizzata al nonno, disponendosi in cerchio intorno alla bara. Gli hanno dato atto di aver insegnato loro i veri valori della vita. A cominciare dalla famiglia. (a.i.)