Chiesa gremita per l’addio al geometra

25 Luglio 2014

Ortona, amici anche da altre province nell’ultimo saluto al professionista morto nell’incidente stradale sulla Statale 16

ORTONA. Una folla commossa e addolorata ha dato ieri pomeriggio l'ultimo saluto a Tommaso Mazzoccone, lo sfortunato geometra rimasto vittima di un incidente stradale sulla statale 16 Adriatica ad Ortona. È stata una cerimonia sobria quella che si è tenuta nella parrocchia di San Zeffirino, a Villa Caldari, gremita in ogni posto, tanto da costringere molti a rimanere fuori dalla chiesa. “Masetto”, così lo chiamavano gli amici, era un uomo conosciuto nella zona e anche fuori, tanto che colleghi geometri sono giunti anche da Pescara, Chieti e Teramo per essere vicini alla famiglia in questo difficile momento. Non sono mancati nemmeno il vicesindaco di Ortona, Roberto Serafini, e l’assessore al turismo e all’agricoltura, Giannicola Di Carlo.

La salma è giunta nella piazza adiacente alla chiesa tra le lacrime della moglie, Manuela Tavani, originaria di Lanciano e avvocato in uno studio legale ad Ortona. Non era presente invece la figlia di Tommaso, cinque anni ancora da compiere e lontana da una situazione più grande di lei. A celebrare le esequie è stato padre Marco, amico di famiglia e appartenente all’ordine dei Frati minori di Lanciano. Quest’ultimo nella sua omelia ha voluto ricordare Tommaso come «un uomo impegnato a vivere secondo Dio. Viveva la sua religiosità in maniera un po’ nascosta», ha aggiunto padre Marco, «ma era un uomo onesto che voleva essere un buon cristiano. Ogni volta che abbiamo parlato, si sono affrontati sempre discorsi seri. Aveva vissuto il suo matrimonio con Manuela come un dono prezioso». Proprio a Manuela si è rivolto, poi, per concludere il suo discorso: «Il dolore del distacco è duro da sopportare, ma questo per i cristiani non è altro che un modo di amare quando una persona non ci è più vicina».

Nessuno, tuttavia, riesce a credere a quanto successo. Nella comunità di Villa Caldari tutti conoscevano il 55enne, descritto come una persona perbene. A confermarlo è stato un suo collega locale, Giuseppe D’Alessandro: «Era una bravissima persona, di buona famiglia. Le cose per lui andavano al meglio, anche a livello lavorativo. Era un libero professionista, faceva progettazioni e a questo abbinava anche perizie assicurative sui danni da stimare in agricoltura».

La bontà della persona è stata confermata anche da un altro conoscente, che lo aveva salutato nella piazzetta di Caldari la sera prima dell’incidente, mentre giocava con la figlia: «Era un bravissimo uomo, rispettoso di tutto e di tutti, salutava sempre. Purtroppo se n’è andato». Un altro signore, invece, ha rivelato dei dettagli che hanno particolarmente colpito. Sembra, infatti, che l’uomo avesse avuto incidenti abbastanza gravi. «Aveva rischiato due volte di morire», ha raccontato il conoscente. «Una volta era scivolato dalle scale interne di un palazzo, mentre in una seconda occasione era caduto dal tetto, ma in entrambi i casi era stato fortunato. E purtroppo stavolta...». Stavolta Tommaso non ce l’ha fatta, lasciando un vuoto incolmabile tra chi lo conosceva. Nessuno lo dimenticherà.

Alfredo Sitti

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