Chiesa madre devastata Fulmine spezza la croce

Il filmato di Mazzella mostra l’interno del luogo simbolo dei Banderesi Bucchianico colpita al cuore dal maltempo. Crolla anche il tetto di una casa
CHIETI. Il fulmine che si è abbattuto sulla chiesa di Sant’Urbano è una pugnalata al cuore di tutti i bucchianichesi, legatissimi al culto del santo patrono, come a quello di San Camillo. Il fulmine, violentissimo, ha centrato il campanile nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, quando dentro non c’era nessuno. È stato attirato dalla croce che svettava alta sul campanile della chiesa che si trova nella piazza principale.
La croce posta sul campanile ha come basamento una grossa palla di cemento, che la potenza elettrica ha spaccato in due e che ora, pur essendo stata prudentemente imbracata dai vigili del fuoco, rischia di cadere a terra, insieme alla croce che è rimasta appesa dal lato del mare. Il lampo ha poi scaricato la sua forza a terra, all’interno della chiesa, mandando in corto circuito l’impianto elettrico e bruciando anche parti delle pareti lungo le quali ha raggiunto il pian terreno.
Le immagini della telecamera di Floriano Mazzella, tecnico Rai, hanno documentato uno scenario che ha dell’incredibile, con il pavimento della chiesa interamente coperto di fuliggine. Una sorta di tappeto dove restano impresse le impronte dei pochi che sono potuti entrare a vedere il disastro. La polvere scura ha ricoperto tutto, altare, banchi, scalini e statue. Per terra anche altri detriti e piccoli pezzi di muro caduto. Lungo le pareti, le tracce del passaggio del fulmine restano impresse attraverso macchie di fumo nero e crepe. Altri arredi verticali sono stati letteralmente frantumati.
«Questa chiesa è il simbolo della popolarissima Festa dei banderesi», dice il sindaco Gianluca De Leonardis, «qui si svolgono tutti i rituali e le celebrazioni più importanti della tradizione bucchianichese e per questo motivo è parte dell’identità territoriale di ogni cittadino bucchianichese». L’edificio è anche oggetto di un finanziamento di circa 2 milioni di euro per lavori di adeguamento sismico.
«Abbiamo ottenuto quelle risorse grazie ai fondi post-terremoto dell’Aquila», fa sapere ancora il sindaco, «la Soprintendenza sta completando la fase di progettazione e noi, come Comune, abbiamo sempre spinto perché i lavori potessero iniziare il più presto possibile, magari già a primavera. Ma, a questo punto, i 2 milioni di euro che ci spettano non risultano più sufficienti». Nella giornata di ieri il sindaco ha inviato una comunicazione ufficiale al proprietario della chiesa, ovvero la Curia, chiedendo di provvedere alla rimozione dei fattori di pericolo nel più breve tempo possibile.
Intanto la cittadina continua a fronteggiare i problemi derivanti dall’emergenza neve. Il peso del manto bianco ha fatto crollare un tetto in pieno centro storico. In via Vico Cappellina San Camillo, al civico numero 6, è venuto giù sia il tetto che, a cascata, il soffitto del primo piano. Per fortuna la casa era da tempo disabitata, ma il sindaco ha deciso comunque di sgomberare anche l’abitazione affianco, che condivide le mura perimetrali con quella dove ha ceduto il tetto. La famiglia che vi abita (due adulti e tre figli di nazionalità indiana) è stata ricoverata presso il Centro di accoglienza che l’amministrazione comunale ha allestito all’Istituto camilliano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

