Chiesa ortodossa più vicina con San Nicola Greco

GUARDIAGRELE . Domenica scorsa, nella ricorrenza della morte di San Nicola Greco avvenuta nel 1012, una solenne divina liturgia è stata celebrata in Slovacchia, nella diocesi di rito greco di Eparca,...
GUARDIAGRELE . Domenica scorsa, nella ricorrenza della morte di San Nicola Greco avvenuta nel 1012, una solenne divina liturgia è stata celebrata in Slovacchia, nella diocesi di rito greco di Eparca, dal vescovo di Michalovce Kosice Jurai Giorgio Stransky che, nel settembre del 2016 effettuò una visita a Guardiagrele nel Santuario del Santo monaco pellegrino. Venne in occasione dell’incontro della Commissione di dialogo tra rappresentanti della chiesa cattolica e delle chiese ortodosse orientali, quando riportò nella sua cattedrale una reliquia del santo consegnatagli nel corso di un significativo momento di preghiera svolto alla presenza del parroco don Nicola Del Bianco, del sindaco Simone Dal Pozzo, del presidente della Fondazione San Nicola Greco Antonio Altorio e dei volontari del sodalizio. «Al suo ritorno in Eparchia», precisa Altorio, «il vescovo Stranky si impegnò poi a far conoscere san Nicola Greco ai fedeli della sua terra, facendo realizzare delle sue icone e attivando persino una pagina Wikipedia nella sua lingua. Va ricordato», aggiunge Altorio, «che i contatti con la Chiesa ortodossa sono nati quando su suggerimento dell’arcivescovo Bruno Forte, abbiamo deciso di inquadrare la figura di San Nicola Greco quale “ponte tra Oriente e Occidente”, testimone di dialogo, di riconciliazione e di pace e si sono aperte importanti prospettive di conoscenza e di valorizzazione della figura, della spiritualità e del messaggio di questo monaco calabro di lingua e spiritualità greca, vissuto in terra d’Occidente prima dello scisma di Costantinopoli del 1054 e rifugiatosi poi con i suoi confratelli in terra d’Abruzzo a causa delle persecuzioni saracene che imperversavano nel meridione d’Italia. Ora», conclude Altorio, «per tutti noi è senz’altro motivo di grande gioia vedere la prima concretizzazione dell’intuizione del vescovo Forte, nell’auspicio che il culto a San Nicola Greco possa essere ovunque fermento di una umanità rinnovata e conciliata». (g.i.)

