Chiese aperte ai pellegrini con l’aiuto dei volontari

Torna l’iniziativa della Santa Casa e dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona A luglio il via al corso di formazione per addetti alla tutela dei beni ecclesiastici
LANCIANO. La città eucaristica che approda sul portale “Beweb” dei Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale italiana con un progetto di Domenico Maria Del Bello e Ada Giarrocco; il 4° corso di formazione “Chiese aperte” per volontari addetti alla custodia, tutela e valorizzazione di edifici di culto e dei beni culturali ecclesiastici presenti nella diocesi e l’accoglienza dei pellegrini. Sono le attività dell’associazione di volontariato “La Santa Casa” di Lanciano che dal 3 prossimo luglio dà il via al nuovo corso di formazione per aprire ai pellegrini, e non solo, le chiese, luoghi di memoria, comunione e sacrificio come ricordato dall’arcivescovo Emidio Cipollone, ma tutto il patrimonio artistico e culturale della diocesi.
CHIESE APERTE. È il progetto di accoglienza turistica promosso dall’associazione “La Santa Casa” che apre e rendere fruibile il patrimonio storico artistico dell’arcidiocesi ai pellegrini. Ma per aprire le chiese e mostrarne i tesori, l’associazione si occupa della formazione dei volontari con i corsi finanziati con l’8×1000 della Chiesa cattolica.
IL CORSO. «Il 3 luglio prenderà il via il 4° corso di formazione “Chiese aperte 2020”», dice il presidente dell’associazione, Francesco Teodori, «che sarà dedicato alle reliquie. Causa Covid, molte lezioni saranno on line anche se poi si andrà nei luoghi d’arte studiati». Ci si può iscrivere alla libreria “Regina Pacis” di corso Roma oppure inviando il modulo, scaricabile dal sito della diocesi, all’indirizzo: lasantacasalanciano@gmail.com. «Il 2019 è stato l’anno dell’eucarestia», dice l’ispettore archivistico Mimmo Del Bello, «quest’anno continuiamo il percorso con le reliquie di cui l’arcidiocesi è ricca». Ci sono i due miracoli eucaristici a San Francesco e a Santa Croce, ma anche ad esempio le reliquie di San Tommaso, San Pantaleone, la mandibola di San Biagio, i frammenti del corpo di Celestino V nel museo diocesano e di San Simone e San Giuda Taddeo a Sant’Agostino.
L’ARCIVESCOVO. «Abbiamo scelto di avviare il corso il 3 luglio perché è una data simbolica», dice monsignor Cipollone, «è la festa liturgica di San Tommaso apostolo. Data particolare in un anno particolare, quello del Covid, del lockdown, ma anche l’anno in cui la diocesi si è dotata per la prima volta di uno statuto di curia, uno dei pochi in Italia, alla luce del quale organizza le sue attività. “Chiese aperte 2020! poggia su tre pilatri: memoria, comunione e sacrificio. Le chiese sono segno di memoria, del passato, in un mondo che vive di attimi. La Chiesa è comunione, luogo di incontro, dello stare assieme. È sacrificio, nel senso del dono». Il dono poi è nell’eucarestia che a Lanciano si “concretizza” nei due miracoli.
BEWEB. E proprio “Lanciano città eucaristica” è il percorso di visita virtuale realizzato da Del Bello e Ada Giarrocco per il portale Beweb dei Beni culturali ecclesiastici della Cei su incarico della Santa Casa. «Si parla di Lanciano», dice Giarrocco, «con i rioni storici, i due miracoli a San Francesco e a Santa Croce, i riti del giovedì santo e il Cireneo». «Abbiamo anche fatto approfondimenti sulla venerazione di San Longino», chiude Del Bello, «con la presentazione di elementi storici sulla sua devozione in città, l’esistenza di una chiesa a lui dedicata e la possibilità di ripercorrerne la biografia attraverso scritti e opere d’arte tramandate nei secoli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

