Chieste pene da 12 a 18 anni per i sanguinari della villa

Nell’udienza blindata il pm Di Serio vuole la condanna di tutti i sette i romeni L’8 ottobre la parola alla difesa che anticipa: finora solo indizi, servono prove
LANCIANO. Condanne dai 12 ai 18 anni per complessivi 86 anni di carcere (compreso lo sconto di un terzo per il rito abbreviato) e 14.000 euro di multa: sono le richieste dal procuratore capo Mirvana Di Serio contro i romeni accusati della sanguinosa rapina nella villa dei coniugi Martelli-Bazzan avvenuta il 23 settembre 2018. Udienza blindata e in camera di consiglio aperta solo agli avvocati, ai 7 imputati e ai loro familiari. Si torna in aula martedì 8 ottobre per sentire le richieste degli avvocati dei romeni che definiscono le richieste della Procura «spropositate».
L’UDIENZA. In bilico per la richiesta di spostamento del processo fatta alla Cassazione dagli avvocati Rocco Ciotti e Alessandra Acciaro di Teramo che difendono da pochi giorni Alexandru Colteanu, poi per la richiesta dei termini a difesa degli stessi avvocati e infine per la mancata traduzione di due imputati - Ruset Aurel da Pescara e Adrian Marius Martin dal carcere di Campobasso - è stata aperta dal giudice Giovanni Nappi alle 12 l’udienza che vede alla sbarra i fratelli Ion Cosmin, 20 anni, e Costantin Aurel Turlica (22), Alexandru Bogadan Colteanu (24), George Ghiviziu (26), Marius Adrian Martin (34), Ruset Aurel (25) accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi e Gheorghe Traian Jacota (48), accusato solo di favoreggiamento, per aver cercato di far fuggire Ghiviziu. Gli imputati, arrivati con i furgoni della polizia penitenziaria e fatti entrare dall’ingresso sotterraneo, lontano da occhi e obiettivi indiscreti, hanno ascoltato la requisitoria del Pm che ha ricostruito i fatto di quella tragica notte e i ruoli dei banditi nel commando.
LE RICHIESTE E I RUOLI. Diversificate le richieste di condanna:18 anni per Colteanu, considerato il braccio violento della gang, colui che ha tagliato il padiglione auricolare di Niva Bazzan con un coltello di 11 centimetri; 14 anni per Martin (per la Procura la mente del gruppo), Ruset e Costantin Turlica: sarebbero entrati in villa. I primi ad accedere dalla taverna sono stati Colteanu e Martin che poi avrebbero aperto la porta a Costantin Turlica e Ruset che hanno detto di aver trovato i coniugi già con i volti tumefatti, oltre a Colteanu «fuori di sé, tanto da averne avuto paura»; 12 anni per Ion Turlica e per George Ghiviziu, considerati i “pali”; due per Jacota.
LE DIFESE. «Sono richieste spropositate quelle della Procura», dicono in coro i legali Paolo e Nicola Sisti che difendono Ghiviziu; Roberto Crognale che rappresenta i fratelli Turlica; Andrea D’Alessandro, che difende Martin; Ciotti e Acciaro per Colteanu, Massimiliano Bravin per Ruset e Vincenzo Menicucci per Jacota. «I 18 anni chiesti per Colteanu sono eccessivi se rapportati agli altri. L’accusa è di concorso in rapina, non può avere 4 anni in più», dicono Ciotti e Acciaro, «dimostreremo la posizione di Colteanu. Ad oggi c’è un quadro indiziario, per condannare servono prove». «14 anni a Martin che non è entrato in villa!», si meraviglia D’Alessandro che sottolinea con Crognale alcune imperfezioni nella ricostruzione della Procura. Requisitoria poggiata oltre che sulle confessioni degli imputati - solo Colteanu non ha mai parlato - sui riscontri della polizia scientifica di Ancona che ha rilevato tracce biologiche ed ematiche dei rapinatori su indumenti, scarpe, bottiglie, guanti, fascette e nastro isolante con cui i Martelli sono stati legati, sulle auto usate nella rapina che fruttò 1.990 euro ritirati dal bancomat, tre orologi, un anello, due catenine, un paio di orecchini d’oro. Assenti i coniugi Martelli che non hanno avvocati e non sono parte civile.
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