«Chieti è una città viva La sua storia è un tesoro»
La direttrice della Soprintendenza Mencarelli promuove le iniziative culturali Le associazioni pronte a replicare il successo del Giardino delle letture
CHIETI. «Chieti è una città viva. Soprattutto dal punto di vista culturale». L’affermazione, in controtendenza con quanti pensano che la città si stia spegnendo, è stata pronunciata ieri dalla direttrice della Soprintendenza Archeologia e Belle arti, Maria Rosaria Mencarelli, ospite del Comitato per la salvaguardia e il rilancio della città di Chieti. Il comitato coordinato da Giampiero Perrotti ieri al convitto Vico ha tracciato un bilancio delle attività svolte nell’ambito della manifestazione Il Giardino delle pubbliche letture. La Mencarelli, arrivata a Chieti a luglio 2017, ha raccontato di essere stata invitata l’anno scorso ad alcuni appuntamenti del Giardino delle pubbliche letture e di aver «apprezzato molto l’iniziativa», essendo rimasta «molto colpita dalle attività che si raccoglievano attorno alle proposte culturali». Per questo motivo l’anno dopo ha deciso di partecipare mettendo a disposizione terme romane e palazzo Zambra, che da maggio ha anche un nuovo auditorium da 50 posti. Un modo per recuperare attraverso i luoghi gli oltre duemila anni di storia della città, che continuano a riaffiorare come testimoniato dai reperti trovati sotto piazza San Giustino e nella cattedrale. L’arrivo della nuova soprintendente ha portato in città numerose iniziative. A palazzo Zambra, il nuovo auditorium inaugurato a maggio ha subito ospitato il Maggio dei libri, con la presentazione di due romanzi e due libri storici, in collaborazione con la libreria De Luca e l’associazione Libridine. A giugno ci sono stati i laboratori sull’olio d’oliva e sul cerasuolo, la serata jazz and wine e il convegno sullo spreco alimentare. A luglio ci sono stati invece le manifestazioni con il Giardino delle pubbliche letture e poi le iniziative alla terme romane, dai concerti, agli spettacoli e alle visite guidate (circa 400 partecipanti) insieme all’associazione Mnemosyne. «La partecipazione della Soprintendenza alle nostre iniziative è stata un po’ la svolta di quest’anno, perché ha fatto sì che la manifestazione divenisse itinerante», ha detto Cinzia Di Vincenzo, coordinatrice del progetto, presente in conferenza insieme a Perrotti, ad Alessandra Petrosemolo vice preside del Convitto, che ha ospitato molti degli appuntamenti nel proprio giardino (di qui il nome dell’iniziativa), e a Stefano Marchionno, presidente dell’associazione Noi del Vico. I numeri della manifestazione li ha illustrati la Di Vincenzo: 30 associazioni partecipanti, 420 persone impegnate nell’organizzazione, 23 serate e ben 5mila spettatori. «Siamo riusciti a interpretare il bisogno di cultura del nostro territorio, andando ben oltre le nostre previsioni», ha detto la Di Vincenzo, «e questo fa sì che per il futuro torneremo a organizzare l’iniziativa in maniera ancora più strutturata e partecipata». (f.d.)

