Chieti, a pestare la 17enne è stata una baby gang di ragazze

20 Novembre 2014

Svelato il giallo della ragazza ferita a calci in faccia: dietro l’agguato tre ragazze minorenni. La telecamere filma la scena, la vittima sta già meglio

CHIETI. La baby gang è al femminile. Sarebbero tre ragazze di Chieti, spalleggiate da due giovani la cui posizione è al vaglio degli investigatori, le autrici del pestaggio a P.A., la 17enne romena presa a calci e pugni in faccia, poco prima delle 19 di lunedì scorso, nella centralissima via Arcivescovado. Il quadro dell’agguato in pieno centro, mentre la città passeggiava sul Corso, diventa più chiaro e, sotto un certo punto di vista, meno allarmante rispetto a 48 ore fa. Una telecamera, piazzata sotto l’insegna di una banca, nel vicolo che collega via Vicentini a piazza San Giustino, ha registrato la scena del pestaggio. Cioè la vittima che viene bloccata, trascinata per i capelli e infine colpita al volto prima con i pugni e poi con i calci. Ma la ragazza sta già meglio.

Il grave trauma facciale, che le ha fatto perdere conoscenza più volte e causato una copiosa emorragia dalla bocca, come hanno raccontato i testimoni, tutti residenti dietro alla Curia, che le hanno prestato i primi soccorsi, si è risolto per ora con una prognosi di dieci giorni. Il che significa che le indagini proseguiranno solo a querela di parte. Tocca ai genitori di P.A. denunciare chi ha picchiato a sangue la ragazza. Ma, fino a ieri sera, la denuncia non era stata ancora formalizzata in questura.

Più chiaro sarebbe anche il movente del pestaggio, legato non a scorribande in centro storico di misteriose e violente gang di giovani ma a una vendetta per motivi sentimentali. Così si lascia sfuggire un investigatore. I protagonisti del fatto, che resta comunque grave, sono tutti minorenni, sia le ragazze sia i ragazzi testimoni e in qualche modo coinvolti. Quindi, se ci saranno la querela della giovane parte offesa e una conseguente inchiesta penale per lesioni, toccherà alla procura per i minori dell’Aquila occuparsi del caso.