Chieti capitale delle multe Ma uno su tre non paga

13 Dicembre 2018

Oltre 30mila contravvenzioni: il Comune ha già incassato 3 milioni, ne mancano 1,6

CHIETI. Nel 2014, soltanto 4 anni fa, erano appena 4.344: solo un teatino su 10 prendeva una multa in città, soprattutto per divieto di sosta; il Comune incassava meno di 400mila euro all’anno visto che la metà dei sanzionati finiva per non pagare. Poi, nel 2015 e nel 2016, le multe sono aumentate sfiorando quota 6mila. Con l’avvento dell’autovelox di Brecciarola e della zona a traffico limitato in centro, le contravvenzioni sono lievitate: 30.095 verbali nel 2017. Più 500% rispetto all’anno precedente. Cioè un teatino su due, e anche di più, si ritrova sanzionato. E nel 2018 la tendenza è la stessa: una città di multati.
TESORETTO. Un record di multe che, l’anno scorso, ha portato nelle casse disastrate del Comune più di tre milioni di euro: un tesoretto che vale più del doppio della farmacia comunale di Filippone, l’attività che l’amministrazione Di Primio avrebbe voluto vendere a 1,3 milioni per fare cassa prima che la maggioranza si ritrovasse con le gambe all’aria in consiglio comunale in due sedute consecutive.
TUTTI GLI EVASORI. Ma, sempre per il 2017, ci sono anche 7.504 persone che non hanno ancora pagato multe per 1,5 milioni di euro. Una somma che il Comune non vuole e non può lasciarsi sfuggire visto che l’ipotesi del dissesto finanziario – cioè tasse ancora più alte, esenzioni ridotte al minimo e addio cantieri per cambiare faccia alla città – resta dietro l’angolo a causa della mancata vendita della farmacia di via Spatocco. E gli oltre 7mila che non hanno pagato le multe dell’anno scorso, non sono gli unici evasori: anche il 2018, finora, è stato un anno di multe record con oltre 30mila contravvenzioni e il numero di chi non ha pagato è cresciuto ancora di più. Fino al 24 novembre scorso, erano quasi 10mila i verbali scoperti per un ammontare di 1.654.225,48 euro. Per gli anni dal 2013 al 2016, manca ancora all’appello almeno un altro milione di multe arretrate. In tutto, quindi, il Comune dovrebbe incassare circa 5 milioni per 28.121 sanzioni evase nell’arco di 6 anni: soldi che, probabilmente, non incasserà mai ma che “gonfiano” il bilancio con l’iscrizione tra i «fondi di dubbia esigibilità».
INCASSI MILIONARI. Se 5 milioni è il grande numero che manca, il Comune ha già incassato, per il 2018, circa tre milioni che si aggiungono agli altri tre del 2017. Ma, nonostante questa iniezione straordinaria di soldi freschi, i conti dell’ente restano in rosso: il Comune continua ad avere un buco di circa 10 milioni rappresentato dall’anticipazione di cassa, cioè un’esposizione nei confronti della propria banca tesoriere, e contestato dalla Corte dei conti.
CITTÀ DELLE MULTE. A fronte di questi dati, Chieti si presenta come una capitale delle multe: con l’autovelox della Tiburtina e le ztl in centro, il numero delle contravvenzioni è quintuplicato passando dai 5.800 verbali del 2015 e 2016 agli oltre 30mila del 2017 e dell’anno in corso. E pensare che l’autovelox, sia nel 2017 che nel 2018, ha funzionato a scartamento ridotto. Soltanto 8 mesi nel 2017: è stato spento a ridosso del Ferragosto perché in contrasto con le direttive del ministero dell’Interno e riacceso il 19 marzo scorso. L’autovelox contestato si rileva un bancomat capace di scoprire circa 25mila infrazioni all’anno: la maggior parte delle multe riguarda un eccesso di velocità non superiore ai 10 chilometri orari e, in questo caso, la sanzione ammonta a 41 euro senza il ritiro di punti dalla patente.
DOVE FINISCONO I SOLDI? In base a una delibera, la giunta Di Primio conta di riutilizzare così i proventi delle sanzioni del 2018: oltre un milione di euro dovrebbe finanziare «interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, compresi segnaletica, barriere e impianti» mentre altri 500mila serviranno a fare ancora più multe attraverso il «potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale». Con gli incassi delle multe, poi, il Comune conta di avviare il «prolungamento dell’orario di lavoro» dei vigili urbani.
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