Chieti dà l’addio a Cuccitto, il barbiere amante dei quadri

14 Aprile 2019

Morto a 89 anni il commerciante di via Principessa di Piemonte Oggi alle 15,30 i funerali nella chiesa di Sant’Antonio Abate

CHIETI . È morto il barbiere Mario Ferrari, 89 anni. Per tutti era “Cuccitto” perché, come spiegava lui stesso con un’aria divertita e sorniona, «appartengo ad una famiglia dal cervello fino, altrimenti ci avrebbero definiti Cuccioni». Lascia la moglie Rita e il figlio Emiliano. Oggi alle 15,30 l’addio nella chiesa di Sant’Antonio Abate.
Da un anno aveva lasciato la sua attività in via Principessa di Piemonte. Quel salone era qualcosa di più di un luogo dove andare a farsi sistemare barba e capelli: era un ritrovo unico per vivere momenti di gioiosa convivialità, con Mario sempre disposto al sorriso e alla battuta. Ferrari si dilettava anche nella pittura: un naif vero come amava definirsi per imprimere su tela momenti di vita. Cuccitto era noto per gli unguenti che preparava con radici e altri ingredienti dei quali conservava gelosamente il segreto: veri toccasana per le articolazioni. «Ma non sono un medico», diceva, «riprendo la tradizione dei cerusici che facevano di tutto nei loro negozi per aiutare il prossimo». Raccontava che quella formula gli era stata lasciata dal padre, anche lui barbiere, ma non era disposto a rivelarla ad altri.
La chiusura del salone ha segnato la fine di un mondo: Cuccitto è stato in piena attività fino a 88 anni, dalle 6 di mattina fino alle 8 di sera, con una breve pausa pranzo. Il Centro gli ha dedicato articoli e proprio leggendo il quotidiano on line dalla lontana America, esattamente da Binghamton, Jhon Di Menna, suo collega barbiere originario di Bucchianico, quasi novantenne e ancora al lavoro proprio come Cuccitto, gli scrisse una bella lettera per ricordare che, nel 1944, era stato servito dal padre di Mario nella bottega in piazza Trinità e gli riconosceva una qualità indubbia: «Testa dura e forza di essere sempre attivi per servire la clientela». Ferrari gradì la lettera, ma tenne a precisare che mentre il suo collega americano frequentava la sua barberia solo di pomeriggio e per poche ore, lui era presente della mattina alla sera. E l’ha fatto finché ha potuto, prima di cedere, a causa di una caduta con conseguenti malanni. Chieti ha perso davvero un pezzo della sua storia.