Chieti dà l’addio a Palumbo il gentiluomo del basket

Il noto tecnico e dirigente della Magic è morto in ospedale all’età di 67 anni È stato vice presidente del Centro sportivo italiano, allenò anche il Cus
CHIETI. «In questi momenti non ci sono parole che possano esprimere i nostri sentimenti. Ci ha lasciati un nostro allenatore, un amico, un signore di altri tempi, un amante della pallacanestro come pochi. Averlo avuto con noi in questi anni è stato un onore»: sono queste le sentite parole che la società Magic ha dedicato ad Adriano Palumbo, malato da qualche tempo e morto all’ospedale di Chieti all’età di 67 anni.
Cordoglio è stato espresso dall'intero mondo dello sport teatino, di cui Adriano è stato un apprezzatissimo protagonista. Lascia la moglie Elena e la figlia Giulia, oltre a un enorme vuoto, davvero difficile da colmare, nell’ambiente della pallacanestro cittadina, dove ha operato mostrando non solo riconosciute competenze tecniche ma anche grande umanità. Sono stati tantissimi coloro che gli hanno voluto dedicare, sui social, un commosso saluto. «Gentiluomo d'altri tempi», «Sempre pronto a dare il suo contributo alla causa dello sport», «guida ed esempio per i giovani»: sono questi alcuni messaggi che amici ed atleti che hanno avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo, per la grande carica di cui era dotato e che era capace di trasmettere, gli hanno dedicato in queste ore dopo che si è diffusa la triste notizia della sua morte.
Adriano è stato per anni vice presidente vicario del Centro sportivo italiano di Chieti ed ha ricoperto anche il ruolo di fiduciario provinciale dell'associazione allenatori di basket. Ed al basket ha dedicato tanti anni della sua vita con passione e impegno assoluto. Negli ultimi tempi ha fatto parte attiva della Magic Chieti, alla quale ha dato il suo prezioso contributo di tecnico e di dirigente. È stato anche allenatore del Cus Chieti, quando la squadra femminile partecipava ai massimi campionati nazionali. Non gli sono certo mancati, nella sua attività sportiva, importanti palcoscenici, ma Adriano portava la sua competenza, il suo modo di insegnare basket, ovunque ci fosse una iniziativa per affermare l'attività sportiva legata alla palla a spicchi. Per lui allenare squadre di serie A o i pulcini del mini basket comportava lo stesso impegno, la stessa adesione, l’affermazione degli stessi principi di correttezza e lealtà che erano alla base del suo insegnamento. Una perdita grave per lo sport e per la città. I funerali verranno fissati nelle prossime ore.

