Chieti dà l’ultimo saluto al giudice Moroni

Alla chiesa della Santissima Trinità i funerali del magistrato teatino in servizio a Lecce morto d’infarto
CHIETI. La toga adagiata sul feretro che entra in chiesa tra le lacrime e gli abbracci di parenti e amici. Chieti ha dato ieri pomeriggio l’ultimo saluto a Paolo Moroni, magistrato venuto a mancare martedì scorso a causa di un arresto cardiaco, mentre stava andando al tribunale di Lecce, nel Salento dove lavorava da ormai oltre vent’anni. Dopo la messa celebrata proprio a Lecce, due giorni fa nella chiesa di Santa Rosa, ieri è stata Chieti a dire addio al giudice che per anni ha abitato in corso Marrucino, prima del trasferimento in Puglia nel 1999. Sentita e partecipata la cerimonia alla Santissima Trinità per l’addio nella città dove Moroni è cresciuto e si è formato.
Il magistrato è stato stroncato da un infarto mentre era in auto a Monteroni, comune a pochi chilometri da Lecce, dove abitava da qualche anno. A lanciare l’allarme sono stati i collaboratori, preoccupati per l’insolito ritardo del magistrato, che attualmente lavorava alla terza sezione fallimentare del tribunale. Una volta attivate le ricerche, Moroni è stato trovato dai carabinieri ormai privo di vita, riverso nella sua auto, ferma a poca distanza da casa. A risultare fatale è stato un arresto cardiocircolatorio: il professionista da qualche tempo era in cura per un problema serio di salute. A nulla sono serviti i soccorsi: i medici del 118, arrivati sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Ricordato come un giurista raffinato e magistrato anche in Corte d’appello, di Moroni i colleghi hanno ricordato l’alto valore morale e intellettuale, la grande preparazione, il garbo, la gentilezza e quell’ironia innata da buon abruzzese. Prima di Lecce il magistrato teatino era stato in servizio a Tricase, Gallipoli e Casarano. (a.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

