«Chieti gemellata con Venezia»

14 Ottobre 2017

La proposta del consigliere Di Paolo approda in aula: «C’è un legame storico»

CHIETI . Chieti gemellata Venezia. A chiedere un patto d’amicizia tra le due città è il consigliere Marco Di Paolo, autore di una mozione che aprirà il prossimo consiglio comunale in programma il 18 ottobre a partire dalle 8,30. Un gemellaggio tra «Chieti, la più storica», dice Di Paolo, e «Venezia, la più bella» secondo due colori comuni: il nero e il verde.
È una storia che affonda le sue radici nel secolo scorso quella contenuta nella mozione del consigliere di Fratelli d’Italia: da un baule pieno di maglie da calcio neroverdi – le prime del Chieti erano proprio quelle del Venezia –, fino all’accoglienza dei profughi veneti durante la Prima guerra mondiale. E poi c’è un bassorilievo con il classico simbolo del leone alato di San Marco a sancire una data precisa: l’opera d’arte fu donata ufficialmente alla città il 17 marzo del 1918 per ringraziare Chieti dell’accoglienza, dopo la disfatta di Caporetto, dei profughi e anche del Distretto militare di Venezia con un reparto di una ventina di uomini agli ordini del maggiore Giacomo Bussandri. Il 17 marzo di un secolo fa il bassorilievo fu donato al Comune e messo nell’androne dell’ex municipio con una cerimonia solenne. In occasione del centenario della donazione, Di Paolo chiede un «formale atto di gemellaggio che preveda un programma di scambi e iniziative e delle ricerche del vissuto storico fra le due città». Il consigliere chiede di istituire un comitato di saggi con membri dell’amministrazione e rappresentanti di università, ricercatori storici, associazioni, scuole, imprenditori «al fine di realizzare un effettivo coinvolgimento della cittadinanza all’importante iniziativa». Gli obiettivi del patto, secondo la mozione, sono: «Favorire il senso di amicizia; promuovere collaborazioni su ogni aspetto della vita sociale; favorire scambi tra associazioni culturali e del volontariato per realizzazione di incontri musicali, rappresentazioni teatrali, mostre d’arte, conferenze e convegni al fine di favorire la presa di coscienza del contrasto culturale che caratterizza le diverse realtà sociali e promuovere il processo di integrazione europea; favorire scambi tra associazioni sportive».