Chieti, il cimitero fuorilegge dei contatori Aca

30 Marzo 2015

Il mistero della discarica abusiva nel centro sportivo devastato. Di Giovanni: sono centinaia, oggi vado in procura

CHIETI. Centinaia di contatori dell’acqua marcati Aca in una grande discarica fuorilegge. E’ bastato varcare il cancello d’ingresso del centro sportivo abbandonato e devastato, nella frazione di San Martino, per scoprire la montagna abusiva di rifiuti speciali che diventa una notizia di reato buona per i carabinieri del Nas o del Noe.

La scoperta è stata fatta da Filippo Di Giovanni, segretario cittadino del Pd, che questa mattina presenterà un esposto-denuncia alla procura della Repubblica. Di Giovanni ha deciso di fare la sua campagna elettorale girando per la città per scovare ciò che non va. E per scoprire l’invisibile. Ma sabato mattina si è trovato davanti agli occhi un fatto grave peraltro in uno dei posti più dimenticati di Chieti. Due notizie in una. Il centro sportivo di San Martino, di proprietà del Comune, era infatti composto da due campi di calcetto e da un immobile che accoglieva gli spogliatoi e un bar.

Ma è stato depredato. I vandali hanno distrutto o rubato tutto: lavandini, armadietti e persino i vasi del bagno. Su un muro compare una scritta: è la loro filosofia di vita, il loro grido di battaglia «Spacchiamo tutto!». Alle 10 di sabato, Di Giovanni arriva davanti al cancello ma lo trova aperto. «Qualcuno ha segato il lucchetto che ho prelevato per consegnarlo (oggi) all’autorità giudiziaria. Così è stato facile entrare ma, dopo pochi metri, mi è comparsa di fronte un’immagine che mai mi sarei aspettato di trovare».

Un cumulo alto due metri con centinaia di contatori, di color blu e dell’Aca (Azienda consortile acquedottistica), con le loro scatole di cartone e una serie di fogli scritti a penna con la data della sostituzione, la via e il numero civico delle relative abitazioni. «Sono contatori usati che non possono assolutamente trovarsi in quel posto», commenta il candidato del Pd. «Accade solo se lasci un luogo pubblico in uno stato d’abbandono. Ma chi poteva avere interesse a disfarsi di tutti quei contatori?», chiede Di Giovanni. Sui fogli scritti a penna e a stampatello si leggono località di provenienza come Chieti, Pescara, Città Sant’Angelo, Popoli e Cepagatti.

Quindi i nomi delle strade come Via Caduti per servizio, cioè Fontanelle di Pescara, dove sorgono i palazzi dell’Ater, oppure via Iacone e, accanto alle località, compaiono le date di sostituzione che vanno dalla fine del 2013 a marzo del 2014. Chi aveva la disponibilità di questo materiale che, dai primi indizi, sembra provenire da impianti Aca di alloggi popolari? I contatori nella discarica abusiva sono il bottino di un furto danni dell’Aca? Un colpo fallito dopo la scoperta della loro oggettiva inutilità? Oppure dovevano essere trasportati in una discarica per rifiuti speciali e invece sono finiti nel centro sportivo abbandonato e devastato con il preciso scopo di abbattere i costi di smaltimento? La denuncia in procura farà scattare il sequestro e svelerà il mistero dei contatori fuorilegge.