Chieti, l'anziano ferito al volto con il calcio della pistola

1 Dicembre 2014

Terrore nel parcheggio del Megalò. E’ il quarto colpo davanti al centro commerciale: anziano di Torrevecchia tramortito mentre la moglie urla

CHIETI. Un colpo secco e violento al volto con il calcio della pistola che gli spacca in due le labbra. L.C.,77 anni di Torrevecchia Teatina, cade riverso sul sedile della sua utilitaria mentre la moglie, di 79 anni, comincia a urlare. Sono le 14,15 di ieri: il terrore s’impadronisce del parcheggio del Megalò.

Dimostra 30 anni, ha la pelle olivastra, è straniero e calza un cappellino con la scritta “baseball”, il bandito che si para davanti all’anziana coppia che sta scendendo dall’auto appena parcheggiata all’altezza della multisala cinematografica. E’ una rapina. Ma il 30enne non punta la pistola contro i due anziani. Colpisce a freddo l’uomo prima ancora di chiedergli il portafogli. Mentre la moglie, che assiste con gli occhi sbarrati dalla paura, comincia a urlare. Quelle grida di disperazione fanno desistere il rapinatore che si volta e fugge, vestito di nero, verso un’utilitaria grigia. Schiaccia l’acceleratore e sparisce senza che nessuno dei presenti riesca a segnarsi i numeri e le lettere della targa.

[[(standard.Article) Armato di pistola, tenta di rapinare e picchia un anziano al Megalò di Chieti

Sono stati attimi terribili perché la coppia d'anziani ha pensato che il bandito premesse il grilletto. E la domenica si sarebbe trasformata in tragedia. Sul posto sono accorrono un'ambulanza del 118 che trasporta in ospedale moglie e marito, e la squadra volante della polizia che subito avvia le indagini per tentata rapina. E’ il quarto colpo in un mese e mezzo al Megalò. Poco dopo metà novembre, sette romeni sono entrati nel centro commerciale sfondando la porta antipanico con un Suv Bmw X5, rubato a un aquilano ai Parioli di Roma. La banda sei sette ha agganciato il bancomat della Banca dell’Adriatico con una fune portando via 80 mila euro.

Tutto si consuma in cinque minuti, con le pistole puntate contro un operaio e due vigilanti. Le indagini portano la polizia a sospettare la complicità di un basista, romeno come i banditi, che ha accolto in casa questi ultimi nei giorni che hanno preceduto l’assalto. Meno organizzati ma altrettanto gravi gli altri due episodi avvenuti a ottobre quando un giovane è stato avvicinato con una scusa banale da due coetanei, uno dei quali di Ripa Teatina, che gli hanno intimato di consegnare tutto ciò che aveva in tasca. La vittima, un ragazzino di 15 anni, non oppone resistenza ai due che lo rapinano. Uno ha 18 anni, l’altro di 17. L’adolescente, dopo aver consegnato orologio e due banconote, chiama con il cellulare il 113. I due vengono arrestati alla fermata dei bus e accusati anche dello scippo di una collanina avvenuto il giorno prima e ricettata da un compro oro di Chieti. Ma la scia di rapine continua.