Chieti, muore Di Marzio: l’imprenditore del calcestruzzo

Ex presidente di Carichieti, Ance e Confindustria, guidò negli anni del boom economico l’azienda che ha realizzato la stazione e il porto turistico di Pescara, oltre al Megalò
CHIETI. Il mondo dell'imprenditoria abruzzese perde un grande personaggio. Domenico Di Marzio, l'imprenditore che negli anni del boom economico creò l'impero del calcestruzzo, è morto all'età di 84 anni dopo una malattia e il ricovero in una clinica del Milanese.
Già presidente della Carichieti, negli anni d'oro della banca teatina, dell'Ance e di Confindustria Chieti, Di Marzio, titolare di una storica azienda fondata dal papà Rocco e con sede a Chieti Scalo, poco prima del ponte delle Fascine e alle spalle del Megalò, ebbe l'intuizione che ha rivoluzionato la geografia urbanistica d'Abruzzo: fornire, ai più importanti costruttori dell'area metropolitana Chieti-Pescara, la materia prima, il cemento armato, per realizzare opere come la nuova stazione di Pescara, il porto turistico della città Adriatica, lo stesso Megalò, tanto per citarne alcune. A tutto questo si aggiunge l'intensa attività della ditta Di Marzio nella realizzazione di importanti reti stradali abruzzesi. I figli, Rocco, Fabio e Roberto, in queste ore sono a San Donato Milanese. In giornata si sapranno le date del rientro della salma e dei funerali dell'imprenditore scomparso. (l.c.)

