Chieti, odontotecnico muore a 52 anni dopo aver fatto palestra

28 Aprile 2016

Claudio Felizzi stroncato da un malore, l’amico Di Liberato: lascia a tutti una eredità fatta di gioia e amore

CHIETI. Era pronto per tornare a casa, dalla famiglia che amava più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ma alla fine dell’allenamento in palestra il suo cuore ha ceduto e si è fermato per sempre. Claudio Felizzi, stimato e amato odontotecnico teatino se ne è andato a 52 anni con tanti sogni ancora da realizzare nel cassetto. Un progetto di vita iniziato con tanto entusiasmo insieme alla moglie Valentina e ampliato con l’arrivo dei tre adorati figli Giulia, Lorenzo e Alice che martedì sera si è interrotto per sempre. Una tragedia immensa per la mamma Rosa ancora provata dalla morte del papà di Claudio avvenuta un anno fa. Tutto è accaduto così in fretta da lasciare senza respiro l’intero quartiere dove Felizzi ha sempre abitato. Il malore improvviso dopo l’allenamento nella palestra Mistral di Manoppello, il tentativo disperato degli operatori del 118 di strapparlo alla morte. Tutto così in fretta e purtroppo tutto così inutile. Ma Claudio Felizzi lascia una eredità importante sulla terra. E non solo ai suoi cari. L’odontotecnico continuerà a vivere nel cuore dei tanti amici che aveva, che lo stimavano. Che lo cercavano quando avevano qualche spina nel cuore o semplicemente per godere della sua compagnia.

«Non riesco ancora a credere che se ne sia andato, Che non sentirò più la sua risata cristallina. Le sue battute che riuscivano a risollevare anche gli umori più cupi» commenta Lorenzo Di Liberato, di professione medico e amico fraterno del 52enne «siamo cresciuti nello stesso quartiere a Filippone, abbiamo dato i primi calci al pallone insieme e condiviso tante esperienze. Era un grande sportivo. Riusciva bene in tutto: nella pallacanestro e nel calcio. Era mio amico e continuerà ad esserlo» racconta con un velo di commozione Di Liberato «e provo un dolore profondo se penso che non sarà più con noi quella risata fragorosa capace di trasformare una giornata no in una allegra serata tra amici».Lui che non era mai arrabbiato e sempre disponibile con gli altri, ora lascia dietro di se un deserto di solitudine, di smarrimento, di incredulità. Già incredulità, perché per un attimo gli amici più stretti avevano pensato che quella tragica notizia fosse solo una burla messa in giro da lui per farsi poi due risate tutti insieme. Invece, oggi, alle 10,30, dovranno dirgli tutti addio nella chiesa di San Camillo de Lellis. Ma l’amore per lui sarà più forte del tempo e del dolore.