Chieti pazza di gioia I tifosi fanno festa con cori e bandiere

La squadra di Lucarelli espugna L’Aquila e ipoteca la serie D In 400 accolgono i giocatori in piazza: «Grazie ragazzi»
CHIETI. «Eccoli, stanno arrivando». Quando il pullman del Chieti arriva a piazzale Marconi, ad accogliere i giocatori ci sono 400 tifosi. «Grazie ragazzi», è il coro che si alza tra la folla. Si accendono i fumogeni, sventolano le bandiere in quello che si trasforma in pochi minuti in un tripudio neroverde. Il Chieti ha appena vinto il derby con L’Aquila e ipotecato la promozione in serie D: +8 sulla seconda a quattro giornate dalla fine. I tifosi non hanno potuto assistere all’impresa della loro squadra del cuore perché la società rossoblù non ha concesso i biglietti, seguendo un rigido protocollo anti Covid che prevede la chiusura del settore ospiti.
Ma i sostenitori neroverdi non hanno fatto mancare il loro supporto in una giornata decisiva per le sorti del campionato. In mattinata, prima della partenza per L’Aquila, hanno incoraggiato la squadra nei pressi del parcheggio di Megalò. Nel pomeriggio hanno sofferto davanti al televisore, prima di esplodere di gioia al gol dell’attaccante Mattia Rodia e di festeggiare la vittoria con i loro beniamini. Tutti i giocatori scendono dal pullman e fanno festa con i tifosi. Il più scatenato è l’attaccante Anas Ikramellah che prende in mano il megafono e lancia il coro diventato la colonna sonora della cavalcata neroverde: “Loca Loca”, la canzone scritta dallo stesso giocatore marocchino che è anche un rapper.
Applausi per tutti, a partire dall’allenatore Alessandro Lucarelli che ha un rapporto speciale con la città e si appresta a vincere il secondo campionato di Eccellenza con il Chieti. Anche la società, dopo le delusioni (e gli errori) della scorsa stagione culminata con la retrocessione dalla D, può prendersi gli applausi della città. «Abbiamo dimostrato di essere i più forti», dice il presidente Antonio Mergiotti, «ora non ci accontentiamo di vincere il campionato, vogliamo stravincerlo. Sull’accoglienza che abbiamo ricevuto all’Aquila meglio sorvolare perché è stata pessima».
Di tutt’altro tipo, invece, quella ricevuta al ritorno. «I tifosi ci hanno fatto emozionare, è stato un momento bellissimo. Vogliamo riportare in alto questi colori». «È una grande gioia per la città», aggiunge il patron Giulio Trevisan. «In un momento di grande difficoltà per il Covid, ho tenuto in piedi la società quando sarebbe stato molto più facile mollare. Mi fa piacere per i tifosi che mi hanno sostenuto e dato fiducia anche nei momenti in cui sarebbe stato più facile contestarmi». I festeggiamenti della squadra sono proseguiti a cena. Ora si attende solo la matematica per sancire il ritorno in D dopo un anno di purgatorio.

