Chieti raddoppia: due società di calcio

10 Giugno 2016

Pomponi va avanti, la cordata di imprenditori pure. Sveliamo i nomi dei protagonisti, spunta una denuncia per truffa

CHIETI. Due squadre sono meglio di una. Chieti come Roma, Milano, Torino e chi più ne ha più ne metta. E’ questo il quadro idilliaco che ci si presenta davanti. Giorgio Pomponi non si ferma. Ma neppure la cordata di imprenditori locali che punta a creare un Chieti calcio bis, chiamandolo Teate o Chieti 2.0, lo fa. Dietro le quinte però si consumano veleni, denunce e repliche perentorie. Che cosa farà il romano Pomponi? Il Chieti calcio rischia davvero di finire nelle maglie di una procedura fallimentare? E chi sono gli imprenditori della cordata? Sveliamo nomi e retroscena di una partita doppia appena iniziata.

LA NUOVA CORDATA. Andrà avanti comunque. Con o senza placet. Nel senso che il patron del Chieti calcio non ha alcuna intenzione di cedere titolo sportivo o quant’altro. Ma la nuova cordata è autarchica, ha mezzi e titolo per creare una nuova società calcistica che può partire già bene dall’Eccellenza. Di questo sodalizio in gestazione fa parte un imprenditore tifoso della città: Giulio Trevisan, titolare della Comet, che ha tentato il salvataggio della Thales dimostrando di tenere molto alle sorti dei marchi teatini. Ma troviamo anche un altro nome che rappresenta una conditio sine qua non: senza di lui nulla sarebbe possibile, perché Filippo Falconio è legato al Torre Alex di Cepagatti che ha il titolo sportivo per il Chieti calcio bis, e parte in discesa perché fornito di impianto sportivo e di una scuola calcio fiorente di duecento promesse. Altri nomi sono nella partita, tra questi un paio di politici che tengono a cuore la città e soprattutto i tifosi: Filippo Di Giovanni e Alessio Di Iorio, uniti dal vincolo della politica e scesi in campo con un ruolo di “tagliaecuci”. Negli ultimi giorni si sono susseguiti incontri per tentare quello che non appare più possibile, il passaggio di testimone tra Pomponi e i nuovi. La partita non potrà che essere doppia. Ma perché questo epilogo? La risposta si trova nel “Parco Paglia”.

LA DENUNCIA. «Il Chieti calcio non ha ricevuto alcuna istanza di fallimento», dichiara senza mezze misure l’avvocato romano Riccardo Canuti. E in effetti quell’istanza che era in cantiere non parte più.

A farla doveva essere l’imprenditore Silvano Primavera che vanta un credito residuo di 40mila euro nei confronti del Chieti Calcio. Ma non ha più innescato la bomba a orologeria della procedura fallimentare per non compromettere i rapporti con Walter Bellia, ex patron del Chieti che, in caso di fallimento della società di Pomponi, ne rimarrebbe invischiato per via del meccanismo della revocatoria che torna indietro di due anni. A Bellia, che ha ceduto il Chieti Calcio nel 2015, basta arrivare indenne al 2017. Quindi tifa Pomponi. Ma Primavera, assistito dall’avvocato Sergio Della Rocca, è andato oltre l’istanza di fallimento. Ha denunciato per truffa il Chieti Calcio. E si dice truffato per una fideiussione falsa. In sintesi: Primavera, che con il suo albergo è fornitore del Chieti Calcio, ha pignorato presso terzi la società da cui doveva avere 90mila euro. Il pignoramento, fatto alla Lega, rischiava però di non far iscrivere la squadra allo scorso campionato. E Primavera, per amore verso i colori neroverdi, si è accordato accettando una transazione per 54mila euro. Di questi, 14 mila sono stati versati, il resto è stato coperto con una fidejussione bancaria. Ma la banca, al momento dell’escussione, ha comunicato che l’atto è falso. E l’imprenditore è corso in procura.

LA REPLICA. E’ perentoria la risposta dell’avvocato Canuti che assiste Pomponi: «Quando siamo entrati il pignorameto c’era già. E’ vero, ci sono stati un accordo transattivo e un piano di rientro. E una parte della somma è stata versata. Ma noi di quella fidejussione siamo parte lesa. Lo dimostreremo nelle sedi opportune. Abbiamo chiesto più volte a “Parco Paglia” di rinegoziare la transazione, ho molti sms che lo dimostrano. Così come nessuno dice che il Chieti calcio non vuole pagare». Basterà per convincere Primavera?