Chieti, rischia di morire nell’acqua del canale

14 Marzo 2015

Precipita nel fango e finisce a faccia in giù, salvato dall’annegamento e l’ipotermia grazie a due poliziotti della Stradale

CHIETI. Deve la vita a due angeli che sono scesi nel canale di scolo e gli hanno sollevato in tempo la testa da una poltiglia di fango e acqua gelata. A.C., 75 anni, di Brecciarola, è vivo grazie a due agenti della polizia stradale. Ieri mattina l’anziano è precipitato nel fosso dove gli operai del Comune hanno appena terminato i lavori di pulizia di rami e terra dopo il nubifragio. A.C. si è avvicinato alla balaustra per verificare lo stato dei lavori, come chiunque tenga alla propria città avrebbe fatto, ma il fango o chissà quale altra causa, gli hanno fatto perdere l’equilibrio e lui è caduto di testa nell’acqua freddissima.

Erano quasi le10, A.C. sarebbe morto per ipotermia o per annegamento, nel canale che costeggia la strada per il campo da golf, se i due agenti della polizia stradale di Piano d’Orta non si fossero trovati a passare da quelle parti. In un battibaleno, i poliziotti, richiamati da un passante, sono scesi dall’auto e si sono precipitati nell’acqua e nel fango dove l’anziano giaceva con la testa all’ingiù. Non lo hanno subito tirato fuori da quella trappola, temendo che l’uomo, padre di un loro collega in servizio a Pescara, avesse fratture o altri traumi. Hanno quindi atteso l’arrivo a Brecciarola dell’ambulanza del 118 che ha trasportato il 75enne, in stato di ipotermia e in prognosi riservata, al policlinico di Chieti.

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Avvolto da coperte, l’anziano si è gradualmente ripreso uscendo fuori pericolo solo nella tarda mattina quando i medici gli hanno dato un mese di prognosi. Ha rischiato di morire, A.C., in quel canale che, la scorsa settimana, durante il nubifragio, ha riversato un fiume d’acqua e fango sulla Tiburtina, spingendo i lettori del Centro a chiamare in redazione, inviandoci immagini di quel mezzo disastro. A sensibilizzare il Comune è stato anche il consigliere comunale Gianni Di Labio. L’intervento di pulizia è quindi partito tre giorni fa con ruspe e operai che hanno permesso all’acqua piovana, fino a poco prima tracimata dal muro che costeggia la strada principale, di tornare a scorrere normalmente nel canale dove però l’anziano di Brecciarola è precipitato.

«Il suo corpo», racconta uno dei soccorritori, «ha fatto da diga all’acqua gelida che scendeva insieme a residui di fango e gli impediva di rialzarsi e di mettersi in salvo con le proprie forze. Così quell’uomo è rimasto disteso con la faccia immersa nell’acqua». Il passante che lo vede in tempo e dà l’allarme, e la pattuglia della Stradale che transita al momento giusto sono i fotogrammi finali di un dramma a lieto fine. Sono quasi un miracolo.