Chieti, rubavano monete e pellicce dagli arresti domiciliari

1 Febbraio 2018

In carcere tre romeni  accusati di ricettazione e anche di detenzione abusiva di armi e munizioni. Traditi dalle federe da letto, il cane Nox dei carabinieri scova i proiettili

CHIETI. Rubavano monete antiche, pellicce, spade da collezione malgrado fossero agli arresti domiciliari. E a tradirli sono state delle federe che avevano trafugato e che sono state riconosciute dalla legittima proprietaria. Le porte del carcere si sono spalancate questa volta davanti a tre cittadini romeni arrestati dai carabinieri di Chieti scalo per ricettazione e detenzione abusiva armi e munizionamento da guerra. Sono H.M,36 anni, G.A.,32 e N.G., 34, già negli occhi degli investigatori perché sospettati di essere gli autori di diversi furti avvenuti negli ultimi tempi allo Scalo. L'indagine è partita da un controllo di routine agli arresti domiciliari, durante il quale i militari hanno notato sul letto delle federe particolari e riconoscibili, che erano state rubate qualche tempo prima in un appartamento. I militari le hanno fotografate e mostrato le immagini alla proprietaria che le ha riconosciute. E' scattata la perquisizone in casa dei tre da parte del Nucleo cinofili e all’Aliquota operativa della Compagnia di Chieti, e lì i militari hanno trovato una sorta di "miniera d’oro": monete da collezione, attrezzi da cantiere, spade antiche, pellicce e numerose cartucce da guerra di diverso calibro. E' stato uno dei cani addestrati a ricercare esplosivi, Nox, ad indirizzare i carabinieri verso una cassettina in metallo nascosta nella rimessa agricola dell’appartamento perquisito, dove sono stati rinvenuti i proiettili. Il valore della refurtiva è stimato intorno ad un centinaio di migliaia di euro. I carabinieri invitano le vittime di furti in casa e attività commerciali dello Scalo, ad andare nella caserma in via Ricciardi con la denuncia di furto, per riconoscere eventualmente i propri averi.