Chieti, sette arresti per spaccio di droga nei paesi

12 Maggio 2015

Una lunga indagine della Squadra mobile ha portato a scoprire il giro che riforniva sostante stupefacenti ai centri del Chietino, da Ripa a Miglianico

CHIETI. Spaccio di droga nei paesi vicini a Chieti, da Ripa Teatina a Miglianico. Sette arresti sono scattati nella notte scorsa e ad eseguirli sono state la Squadra mobile di Chieti e la sezione anticrimine del commissariato di Lanciano. In totale le ordinanze di custodia cautelare in carcere richieste dagli investigatori erano dieci, ma tre indagati si sono resi irreperibili. L'inchiesta parte da un'indagine di Lanciano che alcuni mesi fa fece scattare i primi quattro arresti di spacciatori abruzzesi e albanesi, uno dei quali venne bloccato al porto di Brindisi mentre tentava di imbarcarsi per tornare al suo paese. Un'inchiesta che ha permesso di smantellare una vera e propria organizzazione criminale, anche se il reato di associazione per delinquere non viene contestato nelle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Chieti Antonella Redaelli su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica del capoluogo teatino Giuseppe Falasca. Un'organizzazione composta per lo più da albanesi: agli arresti infatti sono finiti oltre a Mareglen Metushi, residente in provincia di Chieti, che ne è l'elemento di spicco, personaggio definito pericoloso e molto scaltro dagli inquirenti, l'unico al quale oltre allo spaccio di stupefacenti vengono contestati anche i reati di rapina ed estorsione, Ervis Lala, 31 anni, residente a Rieti, Jetmir Lala, 43 anni, domiciliato a Roma, Arjua Bruka, 29 anni, residente in provincia di Pescara, Hamimi Dybeli, 37 anni, residente in provincia di Chieti, Detjon Metushi, 24 anni residente in provincia di Chieti e l'italiano Angelino Giulio Ferrari, 33 anni di Guardiagrele. Altre tre persone, che risiedono a Bergamo, Milano e Verona sono tuttora ricercate. L'organizzazione, secondo quanto hanno riferito nel corso di una conferenza stampa il dirigente della Squadra Mobile di Chieti Francesco Costantini e il dirigente del commissariato di Lanciano Katia Basilico, aveva impiantato in provincia di Chieti e in particolare nell'area frentana, alcune basi logistiche di smistamento di grossi quantitativi di stupefacente da immettere poi nel mercato locale, droga i cui canali rifornimento erano Milano e Roma e che una volta giunta in Abruzzo veniva abilmente occultata sotto terra. A capo dell'organizzazione oltre a Metushi, detto Mario, anche Dybeli i quali, con l'aiuto dei loro connazionali che abitano soprattutto nell'area frentana, rifornivano di droga sia quell'area che il litorale abruzzese ma si muovevano anche fra Bucchianico, Ripa Teatina e Miglianico. I cinque arresti eseguiti in flagranza, sempre nell'ambito della stessa inchiesta, fra novembre del 2014 e gennaio del 2015, avevano portato al sequestro di 300 grami di cocaina, con un grado di purezza elevatissimo e quasi 100 grammi tra eroina e marijuana. In totale le persone indagate sono 46. Nel corso delle perquisizioni è stata anche sequestrata una vecchia pistola con alcune munizioni. Ad aprile erano state arrestate altre 4 persone nell'ambito del filone lancianese dell'inchiesta, ovvero l'attività di spaccio in Val di Sangro, e fra queste la persona che avrebbe ceduto lo stupefacente che provocò la morte di un camionista di Lanciano il quale, in seguito all'autopsia, risultò deceduto a causa di intossicazione acuta da cocaina.

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