Chieti Solidale, assunta la figlia della direttrice

Trasformato senza concorso il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Giardinelli (Udc) parla di nepotismo e invoca un intervento del sindaco
CHIETI. L’azienda speciale mulitservizi Chieti solidale, che gestisce le farmacie comunali e i servizi sociali in città, assume a tempo indeterminato la figlia della direttrice della società Giuseppina Pennetta senza bandire un concorso. Alessandro Giardinelli, capogruppo dell’Udc, grida allo scandalo e deposita un ordine del giorno per chiedere «l’annullamento in autotutela amministrativa per palese illegittimità» del contratto, trasformato da tempo determinato a indeterminato, fatto firmare alla farmacista figlia della Pennetta.
Il passaggio burocratico, definito irregolare da Giardinelli, è stato approvato a fine dicembre dal consiglio d’amministrazione della Chieti solidale. L’episodio di nepotismo, qualora venisse accertato, rischia di far precipitare irrimediabilmente i già difficili rapporti esistenti tra l’ente, con a capo il sindaco Di Primio, e i vertici dell’azienda. Il presidente della Chieti solidale, Giuseppe Melchiorre, nei giorni scorsi è tornato a bussare cassa chiedendo il versamento immediato di 2,3 milioni di euro che il Comune deve alla società per i servizi sociali svolti nel 2012. In caso contrario, sarà difficile erogare il pagamento degli stipendi di febbraio ai 217 dipendenti dell’azienda.
Di Primio ha risposto picche bacchettando l’entourage della Chieti solidale tacciato di inefficienza. Peraltro il sindaco ha ricordato come il bilancio dell’azienda sia solido e nelle condizioni di pagare gli stipendi ai lavoratori. Non a caso, ha rimarcato lo stesso Di Primio in una lettera inviata alla società, Chieti solidale ha provveduto ad assumere un dipendente a tempo indeterminato. Ovvero la figlia della direttrice diventata di ruolo dal 1 febbraio.
Proprio sul contratto in questione rompe il silenzio Giardinelli. Il capogruppo dell’Udc, nel suo ordine del giorno, parla chiaramente di violazione della legge numero 228 del 24 dicembre 2012. Che, nel dettaglio, stabilisce come «le amministrazioni pubbliche possono avviare procedure di reclutamento mediante concorso pubblico con riserva dei posti, nel limite massimo del 40% di quelli banditi, a favore dei titolari di rapporto a tempo determinato che, alla data di pubblicazione dei bandi, hanno maturato almeno tre anni di servizio alle dipendenze dell’amministrazione che emana il bando».
In parole semplici, la Chieti solidale avrebbe dovuto bandire un concorso pubblico per assumere tre lavoratori a tempo indeterminato in modo da riservare eventualmente un posto alla figlia della Pennetta, già nella pianta organica dell’azienda con un contratto a tempo determinato. Ma il concorso non è stato mai pubblicato.
«In compenso il contratto a tempo indeterminato» prosegue Giardinelli, «risulta agli atti in vigore dal 1 febbraio 2013».
Per questi motivim Giardinelli invita il sindaco a intervenire subito sul Cda della Chieti solidale e sul direttore dell’azienda affinché si valuti l’opportunità di annullare il contratto «per palese illegittimità della delibera del dicembre 2012 ratificata da Chieti solidale».
Jari Orsini
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