Chieti Solidale, il sindacato: andiamo dal pm

17 Luglio 2021

La denuncia della Confsal: «Non ci permettono di visionare gli atti sul contenzioso con i lavoratori» 

CHIETI. «Sono mesi che abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti a Chieti Solidale e veniamo continuamente ignorati. Se continua così siamo costretti a denunciare». Di fronte alla richieste negate la Confsal Fenal fa scendere in campo il proprio vertice nazionale, il segretario Domenico De Grandis, che minaccia denunce in Procura, all’Ispettorato della funzione pubblica, al Nucleo ispettivo del Mef e alla Corte dei conti.
«Ho cercato in mille modi di trovare una soluzione pacifica», dice il segretario, «e se finora non mi sono ancora mosso con le denunce è solo perché non vogliamo mettere a rischio 200 posti di lavoro. Non vogliamo sollevare polveroni, ma siamo per il rispetto delle regole che, a nostro avviso, a Chieti Solidale non c’è. O perlomeno noi vorremmo accertare se c’è stato o meno, ma non ci viene consentito perché continuano a non darci i documenti chiesti». Secondo il sindacalista, «a fronte di un contenzioso aperto dai lavoratori, che li ha visti vincenti e ha costretto la società a far fare loro il salto di categoria adeguato alle loro mansioni, ad altri lavoratori che non si sono rivolti in tribunale si è fatto firmare un documento con cui rinunciano di loro spontanea volontà ai propri diritti. Questo non è possibile. Contestualmente si prende un lavoratore e gli si fa fare un salto di categoria doppio per approdare allo stesso livello a cui gli altri sono stati costretti a rinunciare». E poi c’è il problema della responsabile della sicurezza che, a detta del sindacato, non sarebbe stata messa in grado di fare il suo lavoro, «cosa gravissima», sottolinea De Grandis, «in un periodo così difficile come quello segnato dall’emergenza sanitaria». Il segretario nazionale ha tentato anche di parlare con il segretario generale Celestina Labbadia, visto che è lei il responsabile del controllo analogo delle società partecipate come Chieti Solidale. «E qui ho trovato un’altra profonda anomalia», continua De Grandis, «il segretario generale svolge contemporaneamente ruoli che confliggono tra loro, quello di responsabile delle risorse umane, quello di responsabile dell’anticorruzione, e quello del controllo analogo delle società partecipate. Ci sono pronunciamenti dell’Anac che sostengono che una cosa del genere non è possibile». (a.i.)
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