Chieti Solidale non riesce a pagare i fornitori

19 Febbraio 2019

Dopo Formula Ambiente e Ladisa ristorazione, si apre anche il fronte della società che gestisce le farmacie

CHIETI. Dopo Formula Ambiente e la società che gestisce le mense comunali si apre anche il fronte Chieti Solidale. La società che gestisce i servizi sociali e le tre farmacie comunali, a corto di finanziamenti dal Comune, è sempre riuscita sinora ad assicurare gli stipendi ai circa 200 dipendenti ma non sta più pagando regolarmente tutti i fornitori. I ritardati pagamenti fanno sì che le farmacie comunali perdano la scontistica sui prodotti e che, se la situazione dovesse perdurare, restino a corto di medicinali.
La situazione è difficile e il sindaco Umberto Di Primio ne è consapevole. La giornata di ieri l’ha passata in municipio a cercare una soluzione ai problemi. Ha riunito i suoi assessori in mattinata, mentre nel pomeriggio ha incontrato i responsabili locali di Formula Ambiente, che nel frattempo hanno assicurato che il servizio è ancora regolare, sebbene i dipendenti siano in stato di agitazione.
Per quanto riguarda Formula Ambiente e la Ladisa, la ditta che gestisce la mensa scolastica, Di Primio ha fatto sapere che «nel giro di pochi giorni l’obiettivo è indicare un percorso che dovrà trovare soluzioni all’interno del redigendo bilancio di previsione, al fine di affrontare le emergenze di carattere economico-finanziario che ci sono verificate nel corso di questi mesi. La priorità è quella di garantire la continuità dei servizi indispensabili, effettuando delle scelte sugli altri servizi e rinunciando a quelli che oggi non sono sostenibili».
E dunque al momento, almeno dalle parole del sindaco, si desume che soldi non sono stati trovati. L’amministrazione ha chiesto tempo e sia Ladisa che Formula Ambiente hanno deciso di concederglielo. Ma si tratta di giorni. Non di più.
Dal mese di settembre il Comune non paga più i canoni mensili previsti sia per il servizio rifiuti che per quello della mensa. Eppure, morosità a parte, i residenti continuano a pagare le bollette della Tari, la tassa sui rifiuti, e i genitori provvedono ad assicurare i pasti ai loro figli, pagando in anticipo le rette della mensa. A questo punto non si capisce dove siano andati a finire i soldi per il servizio rifiuti e per quello della refezione scolastica.
Per Formula Ambiente la situazione è ancora più complicata, perché il Comune avrebbe dovuto ripianare anche un vecchio debito che ha smesso di pagare. A questo punto l’azienda tornerà a richiedere anche quei soldi, più interessi, che con l’accordo di pagamento erano stati abbonati. (a.i.)