Chieti Solidale, servizi e stipendi a rischio

Lettera del commissario che chiede i pagamenti al Comune. Marzoli (Pd): il sindaco aveva promesso
CHIETI. Chieti Solidale torna a bussare alle casse del Comune di Chieti. Ma questa volta la situazione è davvero drammatica con l’azienda comunale che mette a rischio sia gli stipendi dei dipendenti che gli obblighi economici nei confronti delle associazioni con cui collabora che, infine, i servizi sociali svolti per conto del Comune. Una lettera è arrivata lo scorso 12 agosto ai vertici dell’amministrazione comunale a firma del commissario, Dino Ricciuti, in cui si chiede entro il 18 agosto il pagamento di una cifra che va dai 350 mila ai 400 mila euro, visto che il debito del Comune nei confronti dell’azienda ammonta a quasi 3 milioni di euro. Se i soldi non arriveranno l’azienda, fa presente il commissario, non sarà in grado di pagare l’Anffas né le retribuzioni dei dipendenti. A stare a notizie ufficiose, pare che il 14 agosto sia partito dal Comune un bonifico da 80 mila euro, soldi che servirebbero solo a tamponare il debito con l’Anffas, facendo restare Chieti Solidare in grande affanno. «L’attuale aggravata situazione di inadempienza da parte di codesto Comune nel rimborso di quanto dovuto», scrive Ricciuti nella lettera, «sta provocando gravi danni nella gestione dell’azienda, con negative ripercussioni al buon andamento di tutti i servizi, in considerazione del fatto che il settore farmacia non riesce più ad anticipare ulteriori somme». Il commissario sottolinea anche che a partire dal prossimo settembre l’azienda dovrà mettere a disposizione maggiori risorse economiche dovute alla ripartenza della scuola e teme di non riuscire più ad assicurare i servizi previsti dal piano di zona. «Il sindaco si era impegnato a rimborsare l'azienda speciale di 350.000 o 400.000 euro mensili. E questo non è avvenuto», commenta il consigliere Pd, Alessandro Marzoli, che sulle sorti di Chieti Solidale ha presentato molte interrogazioni in consiglio comunale.
«Il sindaco aveva promesso che a fronte dell'emissione di fattura dell'azienda multiservizi le stesse sarebbero state regolarmente pagate, ci sono fatture che risalgono a maggio 2014 ancora insolute», attacca ancora Marzoli.
«L'attuale amministrazione vuole smantellare le partecipate?», chiede inoltre il consigliere, «se questo è l’intento, lo dica chiaramente in consiglio comunale, ma senza mettere a rischio i servizi essenziali ad inizio anno scolastico e senza togliere garanzie e futuro ai lavoratori di Chieti Solidale».(a.i.)

