Chieti, sul Colle sempre meno abitanti: in vent’anni persi 10mila abitanti

I dati che allarmano. L’analisi del Comune: «È andato via da Chieti quasi un terzo di chi viveva nella parte alta della città». E cresce la popolazione dei centri vicini: da Francavilla al Mare a Rosciano, da Cepagatti a Spoltore
CHIETI. Negli ultimi 15 anni la parte alta della città ha perso quasi un terzo di quella che era la sua popolazione nel Duemila: circa 10mila residenti del centro storico hanno deciso di andare ad abitare altrove. Ma mentre il colle perdeva abitanti, lo Scalo ne acquistava. Nello stesso arco di tempo la parte bassa della città, anziché salutare i suoi residenti, li ha visti crescere di circa 5mila in più. I dati sono stati elaborati dal Comune che li ha utilizzati a fondamento della propria programmazione triennale 2026-2028. Nel Documento unico di programmazione si scatta una fotografia accurata della città, per presentare poi le nuove strategie di sviluppo elaborate dall’amministrazione del sindaco Diego Ferrara.
L’AREA METROPOLITANA
«Il Comune di Chieti», si legge nel documento, «può essere considerato il vertice Ovest dell’area metropolitana Chieti-Pescara che, seppur priva di alcuna definizione normativa e di qualsiasi accordo programmatico di sviluppo, osserva da anni un inarrestabile incremento di popolazione. Attualmente questa area vede la concentrazione del 23% dell'intera popolazione abruzzese in una superficie che rappresenta solo il 2% dell'intero territorio regionale, con una densità media di 1.323 abitanti per chilometro quadrato e con punte superiori ai 2.000 abitanti». Pescara ha una densità media di 3.531 residenti per chilometro quadrato, Montesilvano 2.272 (i dati arrivano dall’ultimo piano sociale regionale). L’eccezione è, manco a dirlo, Chieti. Infatti, con una Pescara già densamente abitata e con andamento demografico costante, tutti i comuni dell'area hanno visto, dati Istat alla mano, dal 2005 a oggi un forte incremento della popolazione residente, con punte che variano dal più 10% di Francavilla al Mare al più 40% di Montesilvano, passando anche per il più 25% di piccoli comuni come Rosciano. Chieti è l’unico comune dell’area ad aver avuto nello stesso periodo una costante diminuzione della propria popolazione perdendo il 10,5% dei residenti.
COSA FARE
Tale costante tendenza allo spopolamento, da Chieti verso altre zone dell’area metropolitana, si va a sommare al costante afflusso di popolazione da aree interne della regione e anche da fuori regione. Arriviamo così a quello che viene definito un «paradosso abitativo»: Chieti, fortemente urbanizzata da secoli, vede l’abbandono delle proprie abitazioni, mentre le aree agricole dei comuni dell'area, ad esempio Rosciano, Cepagatti e Spoltore, vedono un fenomeno di costante consumo di suolo per far fronte alla richiesta di costruzione di nuove abitazioni. In tale contesto è necessario che Chieti metta in campo politiche in grado di attrarre residenti in un’area metropolitana in costante crescita che già vede più di un quinto della popolazione abruzzese risiedervi stabilmente. E qui il Documento di programmazione parla di «processi di rifunzionalizzazione dell’area, rigenerazione del costruito e di densificazione urbana». Nascono così i progetti per ridare vita ad aree e spazi già costruiti in centro storico con particolare riferimento agli ambiti sociale, culturale, imprenditoriale e soprattutto dell’accoglienza. L’obiettivo, che lo stesso elaborato definisce «ambizioso», è quello di riuscire a invertire la tendenza allo spopolamento del tessuto urbano teatino, permettendo così di far fronte alle necessità abitative dell'intera area, di per sé fortemente attrattiva, senza ulteriore consumo di suolo.
LO SCALO PIACE DI PIù
Se una volta la parte alta della città era quella più ambita, ora la ruota sembra essere girata. «Bisogna considerare come lo spopolamento del comune di Chieti si sia concentrato prevalentemente nella zona del centro storico collinare», si legge nel Documento di programmazione, «mentre quella pianeggiante ha addirittura incrementato la sua popolazione». Negli ultimi 20 anni, mentre il centro storico perdeva circa 10mila residenti, lo Scalo ne acquistava circa 5mila, facendo sì che nell’intero territorio comunale la perdita dal 2005 è stata di circa 5.900 abitanti, pari a un meno 10,5%, stando ai dati dell’anagrafe comunale. «Per comprendere l’entità di tale inversione nella scelta abitativa all’interno dell’area metropolitana», si legge ancora, «si può fare riferimento all’andamento dei prezzi medi di vendita al metro quadro, delle civili abitazioni, secondo i dati dell’Agenzia delle entrate. La zona centrale di Chieti ha visto, dal 2006 al 2020 un decremento netto di valore, passando da 1.740 a 1.350 al metro quadrato, mentre la frazione Villa Oliveti di Rosciano, zona agricola limitrofa allo Scalo, che ha visto un una forte urbanizzazione negli ultimi dieci anni, ha quasi raddoppiato tale valore, passando nello stesso periodo da 690 a 1.300 euro al metro quadro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

