Chieti, un messaggio per la pace dalla Via Crucis dei lavoratori

25 Marzo 2024

Monsignor Forte davanti a 14 sindaci della provincia: «Una particolare vicinanza al popolo ucraino» La pioggia non consente lo svolgimento del corteo all’aperto, è la seconda volta che accade in 51 anni

CHIETI. Un messaggio contro tutte le guerre si è levato forte dalla Via Crucis dei lavoratori, la manifestazione organizzata dalle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani) e coordinata da Mimmo D’Alessio, arrivata alla 51esima edizione. Dedicata a “Riconciliazione, pace e perdono”, con 14 sindaci presenti ed esponenti di forze dell’ordine e delle diverse realtà associative partecipanti, la Via Crucis si è svolta ieri all’interno della cattedrale di San Giustino: nelle sue 51 edizioni questa è la seconda volta in cui la pioggia non ha permesso lo svolgimento del corteo all’aperto lungo corso Marrucino.
A lanciare il messaggio di pace, in apertura della manifestazione, è stato l’arcivescovo Bruno Forte, che ha citato il conflitto in Ucraina, la guerra in Medio Oriente e anche l’assalto a Mosca dell’Isis. Messaggio poi ribadito lungo la Via Crucis, soprattutto quando, all’undicesima stazione, la manifestazione ha dato spazio ai profughi ucraini: con la bandiera blu e gialla srotolata hanno testimoniato l’orrore del conflitto in patria. La prima stazione è stata affidata al sindaco di Chieti, Diego Ferrara, e alla polizia municipale teatina con la comandante Donatella Di Giovanni. La seconda ha visto protagonista il sindaco di Guardiagrele, Donatello Di Prinzio, e la Protezione civile guardiese. La terza è stata appannaggio del sindaco di Bucchianico, Carlo Tracanna, e del centro d’accoglienza della Capanna di Betlemme. Alla quarta è stata la volta dell’assessore di Fara San Martino, Ivan Romano, e della Misericordia di Chieti. La quinta è stata affidata al sindaco di Villamagna, Renato Giovanni Sisofo, e al Crad dell’ateneo d’Annunzio. La sesta al sindaco di Tornareccio, Nicola Iannone, e al Volontariato Vincenziano. La settima stazione ha visto la presenza del sindaco di Villa Santa Maria, Giuseppe Finamore, e dei lavoratori della sanità. L’ottava è stata appannaggio del sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente, e della Chiesa ortodossa del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Alla nona stazione è stata la volta del sindaco di Torrevecchia, Francesco Seccia, e del comando dei vigili del fuoco di Chieti. La decima è stata affidata al sindaco di Miglianico, Fabio Adezio, e alla polizia di Chieti. L’undicesima stazione è quella che ha visto il sindaco di Ripa Teatina, Roberto Luciani, e i profughi ucraini. In questa stazione monsignor Forte ha preso la parola per esprimere «una particolare vicinanza al popolo ucraino e a padre Anatoliy che è ucraino». Padre Anatoliy Grytskiv, presbitero ortodosso del Patriarcato di Costantinopoli, ha rivolto una invocazione a Cristo: «Aiutaci», ha detto dal pulpito, «a non fuggire di fronte a ciò che siamo chiamati ad adempiere».
La dodicesima stazione è poi ripresa con il sindaco di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli, e l’associazione “Dopo di noi”. La tredicesima con il sindaco di Colledimacine, Andrea Schina, e la polizia penitenziaria di Chieti. All’ultima stazione hanno preso la parola il neo presidente provinciale Acli Antonello Antonelli e Paola Villa delle Acli nazionali. La Via Crucis è stata accompagnata dal Coro del Miserere, diretto da Loris Medoro, e dall’orchestra diretta da Giuseppe Pezzulo.