Chirurgia, stanze e servizi all’avanguardia

Aperto il reparto con 23 posti letto e 7 ambulatori. Il manager Flacco: progetto ampliato con le attrezzature migliori
LANCIANO. Ventitré posti letto, sette ambulatori, infermeria, cucinetta, spogliatoi e studi. Novecento metri quadrati, 320.000 euro di lavori (fondi Asl) durati 18 mesi. Sono i numeri del nuovo reparto di chirurgia dell’ospedale Renzetti che ha preso il posto dell’ex reparto di geriatria. Stanze ampie, con letti elettrici, bagni a norma, pavimenti azzurri: la nuova ala è lontana anni luce dall’attuale reparto con amianto, mattonelle sconnesse, stanze piccole e bagni antiquati. «Questa inaugurazione era un traguardo atteso da tempo», commenta l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, «perché bisognava dare una collocazione più confortevole ai pazienti di chirurgia e urologia, un luogo di lavoro migliore agli operatori e per liberare i vecchi spazi che saranno ristrutturati. Tra una quindicina di giorni l’unità operativa diretta da Lorenzo Mazzola, si trasferirà nell’ex geriatria».
Quello da fare, in realtà, è il secondo trasloco per il reparto che, nell’agosto 2012, passò dal secondo al terzo piano della palazzina che ospita anche l’ortopedia, per permettere di fare lavori nell’unità, mai iniziati. Nel frattempo, poi, il posto della chirurgia è stato occupato dalla Cardiologia-Utic che attende dal 18 marzo 2015 la fine dei lavori nel proprio piano.
Ora, però, finisce la diaspora per la chirurgia-urologia. «Il reparto trova spazio nell’ex geriatria», dice il direttore generale Asl, Pasquale Flacco, «anche se ha dovuto attendere dei lavori che hanno avuto dei ritardi. Avevamo iniziato con un piccolo progetto che però in corso d’opera ci siamo accorti che non rispondeva alle necessità di utenti e personale. Così, con 320mila euro di fondi Asl, abbiamo ampliato il progetto e ristrutturato tutto il piano, dotandolo anche di attrezzature nuove».
Uno spazio fortemente voluto dal primario Mazzola, nonostante qualcuno sostenesse fosse troppo lontano dalle sale operatorie e ci potessero essere rischi di infezione per via del passaggio attraverso la Medicina.
«Mi sono battuto per avere questo reparto», risponde Mazzola, «per dare dignità ai lavoratori e ai pazienti: non ci sono rischi. Il paziente, appena arrivato alla porta della sala operatoria con il suo letto, viene spostato su barelle già acquistate dalla Asl e portato all’interno in piena sicurezza. A oggi abbiamo abbassato il rischio infezioni post operatorie che era al 15%, a livello europeo. Inoltre abbiamo un ascensore solo nostro per gli spostamenti».
Prima c’era un solo ascensore per pazienti, esterni, biancheria e defunti: ora invece è stato attivato un altro impianto dedicato agli interni e in particolare alla chirurgia. «La chirurgia compie un salto di qualità importante sotto il profilo del comfort alberghiero e della disponibilità di spazi», chiude il sindaco, Mario Pupillo, «è in un’ala dove tutto è a norma dai pavimenti agli impianti. È un tassello importante per il Renzetti, in attesa del nuovo ospedale».
Il trasferimento dei malati, degli arredi e delle attrezzature in dotazione alla chirurgia avverrà subito, e, una volta liberati gli spazi, si potrà ristrutturare il reparto che ha accolto, finora, le attività chirurgiche.
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