Chiude Geriatria, Menna lancia la protesta

Il reparto accorpato a Medicina, il sindaco: manifestazione sotto la sede della Regione. I comitati cittadini contestano la Asl
VASTO. Vasto è pronta a scendere in piazza per la sanità. La chiusura della geriatria e l’accorpamento al reparto di medicina con la perdita di decine di posti letto è la goccia che fa traboccare il vaso. Il sindaco Francesco Menna ora vuole guidare una manifestazione sotto la sede dell’assessorato regionale alla sanità, a Pescara. «L’assenza dell’assessore Nicoletta Verì», dice Menna, «dopo tutto quello che è accaduto in questi giorni all’ospedale San Pio è un’offesa per l’intera città». Anche il M5S interviene: il consigliere regionale Pietro Smargiassi chiede l’audizione, in commissione regionale di vigilanza, di Verì e dei vertici Asl «sulla grave situazione del San Pio». Angela Pennetta, presidente del comitato L’Arcobaleno , chiede le dimissioni del direttore generale Asl Thomas Schael: «Da quando è arrivato decide solo tagli senza neppure consultare medici e politici. Siamo pronti a chiedere i danni», dice Pennetta.
Entro due giorni sindaco e comitato decideranno la data della manifestazione. La protesta potrebbe svolgersi in due luoghi contemporaneamente: un sit-in davanti al San Pio e un altro all’assessorato alla sanità. È la risposta all’ultima beffa con la chiusura di geriatria: «La deputata Carmela Grippa del M5S è stata chiara: il governo ha dato alla Regione un bel po’ di soldi e una parte deve essere destinata a Vasto», dice Menna, «l’assessore Verì deve darci quello che ci spetta. La misura è colma. L’ultima offesa è stata la sua assenza in città mentre l’ospedale cadeva a pezzi e si allagava. Farò qualsiasi cosa per salvare il San Pio. La Regione deve riscrivere il nome di Vasto sulla sua cartina».
«Non c’è più un politico», dice Pennetta, «che abbia a cuore le sorti del vastese. Si chiedono incontri con la Asl ma non è più tempo di incontri. Schael deve dimettersi. Ha dimostrato di non conoscere neppure lontanamente la nostra realtà. Stiamo aspettando da mesi la riapertura della cucina. Intanto, vorrebbe trasferire nefrologia e geriatria ha chiuso. La Asl voleva trasferire anche ostetricia. Significa voler chiudere il San Pio ma Vasto non accetterà mai questa decisione. Se necessario ricorreremo alla magistratura reclamando il diritto alla salute che ci viene negato», afferma Pennetta.
La grave carenza di personale è un punto critico: «Vanno indetti subito i concorsi pubblici», chiede il Comitato in difesa del San Pio, «servono anestesisti e infermieri. Poi, interventi di messa in sicurezza e messa a norma del plesso ospedaliero. Vanno avviate le procedure per la realizzazione del nuovo ospedale, migliorati i servizi di mensa e di obitorio che rappresentano un’autentica vergogna per lo stato in cui versano. Dimostri», dice Giuseppe Tagliente, «il direttore generale Schael di avere a cuore il destino del San Pio, altrimenti vada via».

