Chiude i figli al buio e li costringe a vedere film horror: a processo

Un papà spinge i bimbi a raccontare falsi abusi: «Dovete accusare il nuovo compagno della mamma» La Procura: «Il genitore ha umiliato i minori e li ha segnati per sempre». Ma lui nega tutte le accuse
LANCIANO . Avrebbe usato i figli per colpire la sua ex moglie e il suo nuovo compagno. Non accettava che lei potesse rifarsi una vita senza di lui. A suon di strattoni, offese, minacce ogni volta che andavano da lui, e dopo averli rinchiusi al buio in stanza per ore, avrebbe spinto i figli, che avevano 6 e 8 anni a confessare alle forze dell’ordine che subivano violenze dal compagno della madre. Ora con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza per costringere qualcuno a rendere false affermazioni al pubblico ministero, un padre lancianese di 49 anni è finito a processo, fissato al 23 febbraio 2021. A decidere il rinvio a giudizio il giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi. Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal sostituto procuratore Francesco Carusi l’uomo, rappresentato dall’avvocato Errico Sacco, avrebbe rinchiuso i figli minori, all’epoca dei fatti avevano 6 e 8 anni, ogni volta che andavano da lui, dentro una stanza buia per ore intere nonostante piangessero disperati. Non solo: li avrebbe minacciati di prenderli a schiaffi, li avrebbe strattonati dicendo che li avrebbe buttati giù dalle scale, avrebbe fatto vedere loro film d’horror se non avessero falsamente riferito di subire palpeggiamenti nelle parti intime, abusi sessuali e violenze varie dal compagno convivente della loro madre. «Atteggiamenti pesantemente umilianti per i bimbi e lesivi della loro sfera psicologica» per la Procura. La “strategia del terrore” sarebbe durata un anno, dal gennaio 2014 a gennaio 2015. Maltrattamenti fatti per colpire la moglie, rappresenta dall’avvocato Angela Marina Nigro che si è costituita parte civile, incurante di ledere la sfera psicologica dei bimbi. Una vicenda complessa, che va avanti da anni, seguita alla separazione della coppia e che ha visto i bambini essere sottoposti nel 2017 a verifiche sulla attendibilità delle testimonianze (con esito positivo, erano attendibili), e poi ad un incidente probatorio, in cui il bimbo restò quasi pietrificato, mentre la bimba confermò le accuse.
A far scattare la denuncia in Procura erano stati la madre e il nonno materno dei piccoli che avevano raccolto le loro confidenze. I bimbi avevano raccontato quello che il padre avrebbe fatto loro ogni volta che andavano da lui, visto che dopo la separazione l’affidamento dei figli era condiviso: ore chiusi in una stanza al buio, visione di film d’horror e minacce.
«Chiariremo i fatti a processo», dice l’avvocato Sacco, «il mio assistito è un padre distrutto, che vuole il bene dei figli e ha visto questo caso prima essere archiviato e poi riaperto».

