Chiude oggi la discarica Casoni Ma è scontro: «Tari in aumento»

Zappalorto: ora l’Agir gestirà il futuro dell’impianto. E l’opposizione: così le tariffe saranno in crescita Secondo l’Osservatorio di Cittadinanzattiva Chieti è il capoluogo abruzzese dove la tassa è più alta
CHIETI. «La materia della raccolta di rifiuti nel 2024 subirà un cambiamento radicale». Tra le 126 pagine del Documento unico di programmazione (Dup) approvato dalla giunta, e che si prepara a entrare in aula la prossima settimana, si annuncia un cambio di passo per la gestione dei rifiuti in città. Oggi, intanto, la storica discarica Casoni conferisce l’ultimo sacchetto di immondizia e chiude dopo quasi trent’anni di attività. Ma il cambio annunciato dal Comune aizza la polemica perché per i cittadini, dice l’opposizione, si preannunciano aumenti sulla Tari.
LA DISCARICA«Siamo a uno snodo importantissimo», commenta l’assessore all’Ambiente Chiara Zappalorto, «è l’ultimo giorno di vita della discarica di Casoni e nel 2025 finirà l’appalto con Formula Ambiente». Si respira, quindi, aria di cambiamento per Chieti «che vedrà», continua l’assessore, «una maggiore presenza e azione di Agir (Autorità di gestione integrata dei rifiuti urbani)».
IL DUPIn uno dei passaggi del Dup, infatti, si fa riferimento alla riorganizzazione del servizio di rifiuti poiché «la Regione Abruzzo è intervenuta riformando l’organizzazione territoriale e l’esercizio delle funzioni pubbliche relative al servizio». Così sarà proprio l’Agir, organo regionale, a intervenire e il Comune non avrà più competenza in questione, sia per le entrate che per le spese. «Sarà proprio l’Agir», continua l’assessore Zappalorto, «a gestire la gara con cui si dovrà individuare il nuovo gestore dal 2024 in poi. Non solo, tutta la gestione regionale diventerà appannaggio di Agir che si occuperà degli appalti e del servizio. L’auspicio è che l’Autorità possa intraprendere il suo cammino velocemente e che sia virtuoso».
L’OPPOSIZIONEIl Dup sarà discusso nei prossimi giorni in consiglio comunale per l’approvazione, ma forse non sarà così. «Io, come tanti altri dell’opposizione e anche della maggioranza, sarò contrario», dice il consigliere di Forza Chieti, Stefano Maurizio Costa, «l’Agir attualmente non è ancora predisposta per la gestione diretta, ma può fare solo da gestione appaltante. La discarica Casoni chiuderà ma per altri 10 mesi l’impianto Tmb (Trattamento meccanico biologico) continuerà a funzionare». E per l’opposizione, ecco cosa accadrà per le tasche dei cittadini: «Non ci sarà nessun vantaggio purtroppo», dice il consigliere Costa, «ma solo un aumento della Tari dei rifiuti, minimo del 5% a famiglia».
LA TARI Ma dall’altra parte, forse i teatini non sono spaventanti dagli aumenti perché Chieti è già il capoluogo con la Tari più alta d’Abruzzo. A dirlo sono i dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva: nel 2023, secondo l’indagine, la spesa media per una famiglia residente a Chieti è di 373 euro (+8,6% rispetto al 2022). La media abruzzese è di 334 euro, a sua volta maggiore della media italiana, 320 euro. «Un dato in controtendenza se paragonato al 69,8% di raccolta differenziata cittadina», dice il consigliere di Chieti Viva, Giampiero Riccardo che, dati alla mano, confronta la situazione di Chieti con le altre province. «A Teramo con la nostra stessa percentuale di differenziata il costo della Tari è di soli 290 euro. Paradossale il paragone con Pescara e L’Aquila; dove la media è di 299 e 373 euro. A monte del problema c’è l’errata commistione tra bilanci ambientali ed economici». Poi l’evasione: «È inaccettabile che una maggioranza che si comporta bene e rispetta le regole sia vessata da una minoranza che sporca e scarica i costi sulla collettività», continua Riccardo, «con una vera politica di recupero dell’evasione fiscale in città, le risorse recuperate andrebbero a mitigare il costo della Tari dei prossimi anni, restituendo ai teatini una tariffa giusta e sostenibile».

