Chiude per lavori la pista ciclabile contestata

22 Febbraio 2019

Via del Mare, il Comune pronto ad iniziare le opere per mettere in sicurezza il percorso pericoloso

LANCIANO. Chiude la pista ciclabile di via del Mare e iniziano i lavori di messa in sicurezza. Il Comune dà il via libera a contrarre i lavori per «il miglioramento funzionale della rete viaria di via del mare, via panoramica e traverse», progetto di cui si parla da settembre 2017, ovvero dalla fine del primo lotto di intervento (costato 835mila euro), e approvato in giunta il 28 dicembre scorso. Ma nell’avvio celere dei lavori c’è lo zampino del ministero dei Trasporti che ha obbligato il Comune a mettersi in regola. «L’impegno di fare i lavori lo avevo preso l’estate scorsa», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «e oggi ne vediamo i frutti. Si realizzeranno opere per il miglioramento funzionale della ciclabile ed il potenziamento del sistema viario delle strade principali e relative traverse. Il costo è di 40mila euro e i lavori porteranno alla chiusura a tratti della pista, non si chiude perché non a norma». Una precisazione del vicesindaco alla voce che la pista veniva chiusa perché non a norma e in seguito all’esposto al ministero dei Trasporti e alla procura di Lanciano da parte dell’Ascom (Associazione commercio turismo e servizi), che ha chiesto controlli «sulla regolarità della pista ciclabile, sulla sua sicurezza, sul rispetto delle normative e sulle relative autorizzazioni e collaudi»: «Era un progetto già previsto», assicura Verna, «che prevede l’eliminazione dell’isola spartitraffico alla rotatoria di ingresso a Santa Giusta e la creazione di 12 posti auto, il collegamento delle due piste ciclabili e il potenziamento di segnaletica orizzontale e verticale tra cui la tinteggiatura del cordolo della pista. Miglioramenti funzionali non c’entra la sicurezza o l’essere a norma visto che è stata anche collaudata». «Un collaudo parziale e sulla carta», ribatte il consigliere Tonia Paolucci (libertà in Azione), «e poi è scritto sulla determina a contrarre i lavori che si fanno per il raggiungimento di obiettivi fondamentali fra cui la sicurezza. Ammettendo quanto sosteniamo da anni, sulla scorta delle analisi della polizia municipale, che la pista non è sicura con 11 intersezioni stradali, 33 accessi laterali, segnaletica non adeguata. È illegittima tanto che manca anche l’ordinanza che la disciplina. Non siamo contrari alle ciclabili, ma allo spreco di soldi pubblici». E che non sia sicura lo ha anche ribadito il ministero all’Ascom, all’assessore al traffico Francesca Caporale e ai dirigenti comunali convocati a Roma nei giorni scorsi. «Una pista di 861 metri», hanno detto gli esperti ministeriali, «non può essere interessata direttamente da 6 intersezioni stradali, e da numerosi accessi laterali, sia di uso pubblico che privato. Inoltre è gravissimo che dopo quasi due anni dalla utilizzazione della pista non sia stata emessa l’ordinanza che la disciplina. Prima viene emessa l’ordinanza e in forza di essa viene apposta la segnaletica di riferimento che nella ciclabile non c’è».
Teresa Di Rocco