«Chiudo le strade perché non ho soldi»

11 Giugno 2014

Provincia, i nodi vengono al pettine: il presidente prende una decisione choc, ecco l’elenco delle vie che saranno bloccate

CHIETI. «“Sono pronto a chiudere le strade provinciali perché non ci sono i soldi per le attività di sfalcio delle erbe. Anche per le scuole la situazione è delicata». Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, neo sindaco di Fossacesia e presidente dell’Unione delle province abruzzesi (Upa), lancia un monito alle istituzioni locali, Regione in primis. La Provincia non ha più un centesimo per far fronte alle spese ordinarie. Un concetto che verrà ribadito con forza questa mattina da Di Giuseppantonio al ministero dell’Economia dove il presidente della Provincia teatina incontrerà l’onorevole Giovanni Legnini ed altri funzionari del ministero insieme ad una cospicua delegazione di rappresentanti dell’Unione delle province italiane (Upi).

Il problema maggiore, su Chieti, riguarda lo stato di degrado della rete stradale che si estende per 1800 km. Di recente è stata chiusa la Gamberale-Palena, strada di notevole importanza turistica. Il provvedimento si unisce alle chiusure, già imposte nei mesi scorsi, della strada provinciale Colle Sant’Antonio che collega il capoluogo teatino con Casalincontrada, della San Vito-San Leonardo e della provinciale 163 di Guilmi. A breve, però, il numero delle strade provinciali chiuse crescerà. Questo perché l’ente non riesce a garantire lo sfalcio delle erbe. Attività finanziata, negli anni scorsi, con circa 300 mila euro. «Quest’anno, invece, abbiamo poco meno di 100 mila euro a disposizione ed un personale ridotto dell’80% rispetto a qualche anno fa- lamenta Di Giuseppantonio- per via dei pensionamenti e dell’impossibilità di ricorrere, da tre anni a questa parte, al personale interinale. A queste condizioni non si può pianificare proprio un bel nulla». Un dato di fatto inconfutabile considerando che i trasferimenti statali, quest’anno, sono stati diminuiti di ulteriori 5 milioni e si sono quasi azzerati dal 2008 quando la Provincia beneficiò di 19 milioni di euro.

Di Giuseppantonio, che dal 25 giugno non percepirà più un euro al pari della giunta per via della poco chiara riforma delle Province, allarga le braccia. «La nostra è stata un’ottima amministrazione contraddistinta dal sistematico taglio dei costi superflui. Ma quanto risparmiato non basta- dice - a pagare le spese correnti». A rischio anche la riapertura di alcune scuole oltre che l’accensione dei riscaldamenti. La Provincia, in tal senso, sta pensando, in accordo con i dirigenti scolastici, all’adozione della “settimana corta” risparmiando sul sabato mattina e all’accorpamento dei rientri pomeridiani.

Jari Orsini