Chiudono i negozi? Scommettete sulle vendite on line

12 Novembre 2014

CHIETI. Chiudono i negozi al dettaglio ma aumentano le imprese che vendono le merci on-line. Per questo urge aprirsi alle logiche del “social marketing”. È il monito lanciato da Confcommercio Chieti...

CHIETI. Chiudono i negozi al dettaglio ma aumentano le imprese che vendono le merci on-line. Per questo urge aprirsi alle logiche del “social marketing”. È il monito lanciato da Confcommercio Chieti a margine dell’affollato convegno, “Il negozio nell’era di internet”, che si è svolto nei locali della Camera di commercio in piazza Vico. Dove si sono dati appuntamento molti commercianti della città per ascoltare un interessante dibattito impreziosito da due ospiti illustri, Walter D’Amario, giornalista e docente di web social marketing, e Fabio Fulvio, responsabile del settore politiche sviluppo di Confcommercio nonché uno degli autori del volume “Il negozio nell’era di internet”. Un vademecum facile da consultare per capire le nuove dinamiche commerciali stravolte dall’uso di internet come strumento di acquisto di tutto ciò che prima si trovava solo negli scaffali di un negozio fisico.

Emblematici i dati forniti da Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti. «Il mercato dell’on-line è in rapida ascesa. In Abruzzo sono 267 le imprese di settore censite con un saldo positivo di 16 unità registrato nel 2013 quando, a fronte di 36 attività cessate, ne sono state iscritte 52 nuove. In provincia di Chieti», spiega Tiberio, «lo scenario non cambia con 13 nuove iscrizioni e 9 cessazioni riscontrate lo scorso anno. Il saldo del comparto, quindi, resta più che positivo anche nella nostra provincia». L’esatto contrario di quanto accaduto con il commercio “reale” che ha fatto i conti, nel penultimo trimestre del 2013, con la moria di 629 negozi e piccole imprese. Uno dei motivi va ricercato proprio nel commercio on-line.

Accade, infatti, che molti utenti entrano nei negozi per provare dei capi e sfruttare la competenza dei negozianti ma poi comprano in rete per risparmiare. Un fenomeno antipatico, racchiuso nell’acronimo “Topo”, a cui raramente si alterna un “Ropo”, ovvero quando il cliente visiona la merce su internet ma va ad acquistarla dal negozio di fiducia. I due esperti invitati da Confcommercio hanno tracciato la strada da seguire. «Bisogna sfruttare gli aspetti migliori di internet arginandone i peggiori. Comunque il web social marketing», dicono Fulvio e D’Amario, «è un passaggio obbligato per chi vuole fare impresa». (j.o.)

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