Chiusa anche l’Utic per la sanificazione

1 Aprile 2020

Dopo Ortopedia (riaperta) e Medicina, la Asl bonifica i locali della Cardiologia: tre contagiati tra il personale, nessuno tra i pazienti  

LANCIANO. Continua a fare vittime il coronavirus. A spegnersi sono stati Nicola Luciani, di Lanciano, e Fiorina Maria Verì, di Rocca San Giovanni, entrambi 86enni. Quest’ultima era stata ricoverata nel reparto di Medicina dell’ospedale Renzetti, ora chiuso per la sanificazione. Da ieri è chiuso anche il reparto di Cardiologia-Utic dopo il contagio di due infermieri e di un operatore socio sanitario infettati dal paziente trasferito dalla Medicina e deceduto nell’unità, risultato positivo al Covid-19. A differenza di quanto avvenuto in Ortopedia e Medicina, i pazienti ricoverati in Utic non sono stati, per fortuna, contagiati. I lavori dureranno pochi giorni.
I DECESSI. Sale a tre il numeri dei decessi in città. Dopo Gabriele Granata, 82 anni, e Antonio Velonà, 69, si è spento Nicola Luciani residente in una contrada. In realtà Luciani è deceduto lo scorso 22 marzo, ma il sindaco Mario Pupillo ne ha dato notizia ora perché è arrivato il tampone e quindi la risposta da parte della Asl. Piange anche la comunità di Rocca San Giovanni. La Fiorina Maria Verì è deceduta a Chieti dove era stata trasferita dopo essere stata trovata positiva al Covid-19 mentre era ricoverata nel reparto di Medicina del Renzetti. Aumentano poi i casi di coronavirus a Fossacesia come comunicato dal sindaco, Enrico Di Giuseppantonio: sono cinque. La cittadina aveva registrato anche un decesso, quello di Giuseppe De Simone, 88 anni, mentre era ricoverato nell’Utic di Lanciano e dove era stato trasferito dalla Medicina.
CARDIOLOGIA-UTIC. Chiuso per la sanificazione il reparto Utic dopo il caso dei due infermieri e dell’operatrice positivi al Covid-19 a causa del loro contatto con due pazienti infetti trasferiti dalla Medicina, di cui uno era De Simone. Due dei tre contagiati erano asintomatici, hanno dovuto quindi continuare a lavorare e per questo saranno rifatti i tamponi sui colleghi. A differenza di quanto accaduto in Ortopedia e in Medicina, però, i pazienti dell’Utic sono risultati negativi e sono stati trasferiti. Ora quindi è chiusa anche l’unità diretta da Luigi Leonzio per la sanificazione. Chiusa e bonificata ieri anche la multidisciplinare, che ha accolto temporaneamente alcuni pazienti della Medicina. Garantite le urgenze cardiologiche. È quindi un focolaio di infezione l’ospedale Renzetti. I contagi sono partiti dall’Ortopedia il 9 marzo scorso, si sono allargati in Medicina, in Utic, coinvolgendo finora 6 medici e una quindicina tra infermieri e operatori socio sanitari, senza contare il personale in malattia e i pazienti, 4 dei quali deceduti. «Questa ennesima chiusura», dice Patrizia Bianchi, consigliere regionale Nursing up, «conferma quanto sostenuto dal sindacato, ossia che doveva esserci la chiusura totale dell’ospedale, la bonifica e la riapertura dopo però avere eseguito i tamponi sul personale e averne avuto i risultati e dopo una diversificazione dei percorsi. Qui, invece siamo ancora senza adeguati dispositivi di protezione con percorsi promiscui e non affatto sicuri; di certo non da ospedale Covid free. Inoltre», sottolinea Bianchi, «i tamponi sono stati fatti al personale non per volontà di una direzione sanitaria e generale completamente assente, ma dai coordinatori delle unità operative. E non ci sono ancora tutti i risultati: significa che possono esserci dei positivi asintomatici che possono infettare altre persone. Infine non sono stati previsti percorsi alternativi dopo la chiusura dei reparti. Se un paziente di Chirurgia deve andare in sala operatoria passa forse dai sottopassaggi interdetti?», conclude Patrizia Bianchi.
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