Chiusa l’indagine sulla morte di Smargiassi

25 Novembre 2016

La Procura dissequestra i mezzi, i parenti della 34enne investita sullo scooter chiedono giustizia

VASTO. Con il dissequestro dei mezzi la Procura di Vasto ha chiuso le indagini sull'incidente avvenuto nella tarda sera di venerdì primo luglio all'incrocio tra corso Mazzini e via Giulio Cesare in cui ha perso la vita Roberta Smargiassi, 34 anni.

«Le perizie disposte dalla magistratura sono finite», conferma l'avvocato Antonello Cerella, legale della famiglia della vittima. A questo punto si aspettano le decisioni del procuratore capo, Giampiero Di Florio.

I rilievi sul luogo dell'incidente furono eseguiti dai carabinieri. In base al loro rapporto e alle perizie sarà possibile ricostruire la dinamica dell'incidente e individuare eventuali responsabilità. Protagonisti del sinistro furono una Fiat Punto guidata da I.D., 21 anni, di Vasto diretto verso la periferia e lo scooter Honda Sh guidato da Roberta Smargiassi proveniente da via Giulio Cesare. Dopo l'impatto lo scooter volò via finendo contro uno dei semafori sistemati all'incrocio.

Il corpo della 34enne vastese venne sbalzato sull'asfalto. La Fiat Punto invece dopo l'urto si scontrò frontalmente con una Renault Clio ferma allo stop.

I tre mezzi sequestrati subito dopo l'incidente , sono stati affidati dalla Procura a periti esperti. Le perizie sono durate 4 mesi. Ora si attendono gli sviluppi. Sono moltissimi i cittadini che attendono le decisioni della magistratura. Roberta Smargiassi era molto amata in città. Sul viadotto da mesi sventola un lenzuolo che invoca giustizia per Roberta. Davanti alla sua tomba è stata sistemata una panchina dove ogni giorno decine di persone si fermano a pregare. In ricordo della sfortunata giovane sono state organizzate diverse iniziative.

«La giustizia non può cedere alle emozioni ma si basa sui fatti», hanno più volte spiegato gli investigatori. La Procura di Vasto in 4 mesi ha acquisito moltissimo materiale. Anche i filmati registrati da alcune telecamere presenti nella zona. «Attendiamo fiduciosi le decisioni dei giudici», dice l'avvocato Antonello Cerella.(p.c.)