Chiusa la fase d’emergenza per la voragine sul Corso

27 Ottobre 2018

Il crollo del terreno lo scorso 16 agosto ha fatto temere per la stabilità del palazzo Il tecnico Di Monte: servono altri interventi. Pupillo: presto un vertice sul da farsi

LANCIANO. Con la realizzazione della soletta in cemento armato nei locali dell’ex Modernissimo, lungo corso Trento e Trieste, si è conclusa la fase dell’emergenza in seguito alla voragine che ha interessato i due magazzini dei locali commerciali Josephine e Martelli lo scorso 16 agosto. Il cedimento del terreno sottostante ha comportato, oltre al rischio sfiorato che venissero trascinati nel vuoto anche gli edifici adiacenti, la chiusura al traffico di metà carreggiata del Corso e la dichiarazione di inagibilità per i due negozi. Il Comune si era affrettato, nei giorni immediatamente successivi al crollo, a dare l’incarico di mantenere in sicurezza il fabbricato ed evitarne il crollo a due tecnici, l’ingegnere strutturista Pasquale Di Monte e il geologo Luigi Carabba. Dopo l’inserimento di circa 200 metri cubi di pietrisco nella voragine e la realizzazione di martinetti idraulici, tiranti e di una trave tra i due locali commerciali, l’ultima fase dell’intervento d’urgenza ha riguardato la realizzazione di una soletta di cemento con la funzione di sostenere le pareti laterali. Operazione che è stata eseguita con successo nei giorni scorsi. La soletta, dell’ampiezza di 43 metri quadri, ha uno spessore di trenta centimetri ed è più grossa di quanto inizialmente previsto. Del resto, come ammesso dagli stessi tecnici, il cedimento nel sottosuolo, costituito interamente da terreno da riporto, è risultato ben più grave di quanto verificato nei primi giorni dell'emergenza. Si è sfiorato il rischio concreto che l’intero fabbricato denominato ex Modernissimo crollasse trascinandosi dietro gli edifici adiacenti.
«Abbiamo rispettato il mandato di somma urgenza», spiega l’ingegnere Di Monte, «riconsegnerò a breve le chiavi dei locali al Comune e presenterò una relazione finale sugli interventi effettuati e la situazione iniziale che abbiamo affrontato, sarà poi il Comune a decidere come e quando effettuare gli ulteriori interventi necessari».
Il tratto finale carrabile del Corso potrebbe dunque essere probabilmente riaperto a breve, ma i locali restano inagibili perché sono necessari ulteriori interventi. «Nei prossimi giorni convocheremo una riunione sulla questione Corso», precisa il sindaco Mario Pupillo, «in cui vogliamo valutare bene tutte le azioni e gli interventi necessari nella seconda fase. Il primo passo di messa in sicurezza è stato fatto, adesso bisognerà stabilire la priorità dei prossimi provvedimenti». Intanto ammonta ad oltre 50mila euro la spesa relativa ai primi interventi di emergenza-urgenza. Altri fondi, cospicui, andranno stanziati per la bonifica delle acque sotterranee che scorrono sotto il Corso e che hanno provocato il grave cedimento con il lento e graduale dilavamento del terreno.
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