Chiusa Ortopedia, avviata la bonifica

19 Marzo 2020

Dopo i nove contagiati, trasferiti gli ultimi ricoverati. Finita la quarantena per i 49 che hanno avuto contatti col paziente 1 

LANCIANO. Chiusa l’Ortopedia dell’ospedale Renzetti. Dopo i casi di contagio da coronavirus registrati tra i pazienti, martedì pomeriggio sono stati trasferiti gli ultimi due ricoverati; il primo, risultato positivo al Covid, a Chieti; la seconda, invece, negativa al test, è potuta tornare a casa tra mille accortezze. Ma continuano a salire i contagi nel Sangro Aventino. Dopo Paglieta e Torricella Peligna ieri si è registrato un caso a Roccascalegna. Sale il grido di allarme dei sindaci: «State a casa, altrimenti sarà un’ecatombe».
ORTOPEDIA. Giorno di bonifica ieri per l’unità di Ortopedia del Renzetti dove una decina di pazienti è stato contagiato dal Covid 19. Martedì sera sono stati trasferiti gli ultimi due ricoverati, uno risultato positivo al coronavirus e trasferito a Chieti, mentre un’anziana, risultata negativa al tampone, è tornata a casa. Dall’inizio dell’epidemia, lunedì 9 marzo, ci sono stati 9 pazienti contagiati dal coronavirus, di cui la prima, Mariantonia De Quinque, 92enne casolana ricoverata per la rottura del femore, è morta poi a Chieti domenica scorsa. Contagi che hanno visto ammalarsi in particolare le donne di 71anni, 81, 82, 77 anni di Lanciano, una 86enne di Paglieta, una 75enne di Guilmi e due uomini di 66 e 83 anni di Lanciano. Tre, invece, i pazienti negativi al test. In attesa dei risultati dei tamponi c’è il personale del reparto, che conta una dozzina tra infermieri e operatori socio sanitari, oltre ai medici che sono stati a contatto con i pazienti. Alcuni sarebbero malati. «La situazione nel reparto è delicatissima», dice il Nursing Up, sindacato degli infermieri, «perché dopo la bonifica non si può riaprire per mancanza di personale. Non è possibile che da 6 giorni non si riesca ad avere gli esiti dei tamponi. Perché non sono stati fatti test rapidi in modo da poter riorganizzare il servizio? E con chi ci si può interfacciare se mancano direzione sanitaria e responsabile della sicurezza in ospedale? Per non parlare poi dei dispositivi che ci consegnano: pseudo mascherine di carta che ci fanno solo ammalare». C’è una sensazione di abbandono nel reparto e nel presidio.
ROCCASCALEGNA. Ieri si è registrato anche un caso a Roccascalegna: un 91enne ora ricoverato a Chieti. «Il nostro concittadino è risultato positivo al Covid», dice il sindaco Domenico Giangiordano, «e la Asl ha già avviato tutte le attività di contenimento. La famiglia è in quarantena e si stanno ricostruendo gli ultimi 15 giorni degli spostamenti, assai limitati, dell’anziano e quelli della famiglia. Questo caso dimostra che si sta lottando contro un nemico che non è in Cina o lontano, ma anche qui. Per questo vi chiedo, con il cuore in mano, di limitare gli spostamenti. Ho chiuso ora anche il cimitero e il campo di calcio: si deve restare a casa. La spesa? Basta una volta a settimana, non tutti i giorni altrimenti sarà tutto inutile». Stesso accorato appello fatto dai sindaci di Paglieta, Ernesto Graziani e Torricella Peligna, Carmine Ficca alle prese con due casi e famiglie in isolamento. A Paglieta la 86enne fa parte dei contagiati nel reparto di Ortopedia di Lanciano, mentre la 54enne di Torricella è una collaboratrice scolastica a Lama, dove non andava dal 4 marzo scorso. A Lama infatti, non c’è alcun contagio.
FINE QUARANTENE. Intanto è finita ieri la quarantena con isolamento domiciliare fiduciario e con sorveglianza attiva della Asl delle 49 persone che erano state a contatto con il primo paziente positivo al coronavirus di Lanciano, un 32enne ricoverato a Chieti e dimesso l’11marzo scorso.
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