Chiusura del Punto nascita No dai sindacati dei medici

Assemblea nell’ospedale Bernabeo sulla riforma sanitaria nel Chietino Mucci: difendiamo quanto costruito. Leonzio: contrari a quanto sta accadendo
ORTONA. Il Punto nascite non deve chiudere. È emerso sostanzialmente questo dall’assemblea sindacale tenuta dalla sigle del mondo medico, Cgil, Cisl, Anaao, Anpo e tante altre, voluta per affrontare ad alto livello tecnico gli scenari futuri della sanità nella nostra Regione.
Ieri mattina, nella sala conferenze dell’ospedale civile di Ortona, si sono riuniti medici, sindacalisti, politici comunali e cittadini per discutere insieme di quelle che saranno le prospettive delle strutture e degli organi sanitari regionali alla luce degli ultimi avvenimenti. Ovviamente il discorso è stato incentrato molto sul Punto nascite dell’ospedale Bernabeo, vista anche la presenza della direttrice dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, Manuela Mucci, che ha posto l’accento sui requisiti di sicurezza che il reparto maternità ortonese possiede. «La sicurezza ce la siamo creata nel tempo e laddove eravamo deficitari abbiamo sopperito», ha commentato Mucci, «dobbiamo difendere quello che abbiamo costruito con gli operatori sanitari».
A prender parola è stato anche Luigi Leonzio, segretario generale Cisl Medici Abruzzo-Molise: «I sindacati hanno accettato, seppur non condividendo, delle operazioni che ci vengono imposte dall’alto e che stanno costringendo la sanità a dei sacrifici enormi», ha detto. «Siamo stati in silenzio fin troppo, seguiranno altre iniziative per manifestare tutto il nostro dissenso verso quello che sta succedendo».
Poi si è rivolto al sindaco Vincenzo D’Ottavio, presente al convegno insieme ai consiglieri comunali Carlo Ricci e Leo Castiglione. «Gli fa onore quello che sta facendo», ha aggiunto il rappresentante della Cisl Medici, «sta combattendo anche contro il suo partito a sostegno del cittadino. La madre di tutte le battaglie è quella di chiedere al governatore Luciano D’Alfonso di elaborare un piano di riordino sanitario complessivo, magari ascoltando chi forse di sanità ne sa qualcosa in più di lui, da portare in consiglio regionale per poterlo approvare».
E nel suo discorso il primo cittadino è stato chiaro e diretto: «Da 20 anni a questa parte ho assistito a continui tagli che, ad esempio, hanno portato allo smantellamento del reparto di Ortopedia» ha sottolineato D’Ottavio. «Questo territorio ha già perso tantissimo, non possiamo tollerare altri tagli». Poi conclude: «Il mio timore è che tra qualche anno si possa anche arrivare alla chiusura dell’ospedale di Ortona».
Alfredo Sitti
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