Chiusura del Punto nascita Sindaco pronto a lasciare

Dopo il no della Regione e la cancellazione dal 31 agosto del reparto ospedaliero D’Ottavio analizza la sconfitta e Castiglione assicura: se necessario mi dimetto
ORTONA. Cosa ne sarà di Ortona? È la domanda che oggi tutti si pongono in città dopo l'annunciata e ormai certa chiusura del Punto nascita, prevista per il prossimo 31 agosto. L'interrogativo è di quelli che apre a scenari diversi, non solo in ambito sanitario ma anche politico. Perchè se è vero che il reparto maternità scomparirà alla fine del mese, c'è da dire che nell'incontro di lunedì pomeriggio in Regione, Luciano D'Alfonso e Silvio Paolucci hanno rassicurato il sindaco Vincenzo D'Ottavio e la delegazione dei capigruppo in consiglio comunale sul fatto che l'ospedale non verrà declassato, ma potenziato in altri ambiti. Clamorosi risvolti, però, potrebbero giungere anche dall'assise comunale, dove nella convocazione straordinaria per discutere di questo problema si era parlato addirittura di dimissioni del sindaco e dell'intero consiglio. La proposta era arrivata dal capogruppo del Pd, Tommaso Coletti, ed aveva trovato nelle parole del primo cittadino l'ipotesi che questa potesse essere una pista percorribile. Ecco perchè D'Ottavio, dopo il vano tentativo di far sospendere il provvedimento di chiusura del Punto nascita per analizzare meglio il dato tecnico del comitato di valutazione, potrebbe anche propendere per un'azione di forza attraverso l'abbandono della sua carica. Attualmente è solo un'ipotesi, con ogni probabilità anche di difficile concretizzazione, ma non si possono escludere colpi di scena. Coletti aveva parlato di dimissioni del sindaco e dei consiglieri, un'idea a cui si è mostrato meno possibilista in seguito al confronto con D'Alfonso e Paolucci: «Mi sono reso conto che il problema è molto tecnico. Per cui credo che un'azione di forza del sindaco e del consiglio comunale non porti a nessun risultato», ha detto l'esponente del Pd, «ma se si ritiene che si tratti di un argomento di vitale importanza e che si debba dare un segnale politico, noi siamo pronti. Penso, però, che un'azione del genere possa sortire solo che la vicenda venga riconsiderata nell'ambito degli organi tecnici».
Chi di fronte alle possibilità di dimissioni non si tira indietro è il consigliere Leo Castiglione: «Sono pronto a dimettermi», ha sostenuto, «vediamo se il sindaco vorrà fare altrettanto. Mi preme dire che se fossimo stati tutti compatti verso l'obiettivo di mantenere vivo il Punto nascita, probabilmente oggi il risultato sarebbe diverso». E intanto la presidente del Comitato contro la chiusura del reparto maternità, Giacomina Capriotti, ha fatto sapere che «vigileremo qualora dovessero venire a crearsi disservizi. Ci auguriamo, comunque, che i fatti diano ragione ai nostri amministratori regionali anche se i presupposti non ci sono».

