«Chiusura del Punto nascite: un’offesa per questa città»

ORTONA. Punto nascite verso la chiusura: nuove polemiche in città. Il consigliere comunale di centrodestra, Leo Castiglione, sostiene che nel corso «dell’ultimo consiglio comunale straordinario in...
ORTONA. Punto nascite verso la chiusura: nuove polemiche in città. Il consigliere comunale di centrodestra, Leo Castiglione, sostiene che nel corso «dell’ultimo consiglio comunale straordinario in cui dovevano essere presenti l’assessore regionale Silvio Paolucci e il direttore generale della Asl facente funzione, Pasquale Flacco, era stato votato un ordine del giorno in cui si chiedeva di sospendere il decreto del 2015 sulla chiusura dei quattro Punti nascite in Abruzzo e la sospensione del provvedimento del direttore Flacco di chiusua del Punto nascita di Ortona e del reparto di Ginecologia e ostetricia».
Secondo Castiglione «il sindaco Vincenzo D’Ottavio doveva organizzare incontro urgente con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e capigruppo consiliari di Ortona. La riunione era fissata al 10 agosto, ma è troppo tardi. Ci dovevamo vedere stamattina (ieri per chi legge, ndc) ma il sindaco sabato scorso ha mandato un messaggio per spostare l’incontro a oggi (ieri, ndc). Ma nessun appuntamento è stato poi fissato, tant’è che il sindaco è in ferie». Secondo Leo Castiglione, il vicesindsaco Nadio Di Sipio ha confermato l’incontro con D’Alfonso per il 10 agosto. «È un comportamento offensivo e vergognoso: il centrosinistra regionale e locale hanno decretato la morte di questa città e se ne assumeranno le responsabilità. È offensivo non rispettare una delibera di consiglio. Il 10 agosto è troppo tardi: a fine mese il Punto nascite chiude».
Secondo il consigliere Castiglione «Ortona non merita questo trattamento. Qui non si chiude il Punto nascita per dati oggettivi ma per pura volontà politica del centrosinistra regionale. Questo reparto ospedaliero ha i numeri per restare aperto e i requisiti di sicurezza ma nessuno ne ha tenuto conto. Hanno già deciso tutto, ma noi non ci fermiamo».
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