Christian e i sogni spezzati: «Tragedia che sconvolge tutti»

San Salvo, chiesa gremita per l’addio al 19enne morto sul campo di calcetto: le lacrime degli amici Lettera della preside del Palizzi agli studenti: dramma ingiusto, ma riflettiamo sul senso della vita
SAN SALVO. E all’improvviso ieri mattina il centro di San Salvo si è trasformato in una grande arena invasa di giovani. Ma nessuno di loro esultava. Al contrario il dolore era palpabile. Lo sgomento era sui loro volti bagnati. Non certo dalla pioggia, ma dalle lacrime. Migliaia i ragazzi che, ieri mattina, hanno salutato per l’ultima volta Christian Cerbone, il giovane di 19 anni stroncato giovedì scorso da un arresto cardiaco durante una partita di calcetto alla Marina. Fra loro anche i ragazzi che quella sera hanno vissuto increduli quella tragedia quando Christian si è accasciato al suolo e poi è morto all’ospedale di Chieti.
La pioggia battente non ha fermato il fiume umano che, alle 10,30, ha lasciato la casa di via Tobruk dove era stata allestita la camera ardente, seguendo la bara bianca fino alla chiesa di San Giuseppe. Su quella bara portata in spalla dagli amici, la divisa dell’esercito, il futuro che Christian sognava e che un destino crudele ha impedito si concretizzasse. Piena la chiesa, pieno a anche il piazzale antistante. La città si è fermata per quasi due ore e si è stretta ai genitori e ai fratelli di Christian. «Per sempre sarai un sorriso inaspettato», hanno scritto su uno striscione gli ex compagni di scuola del Palizzi. «Ti aspetteremo perché sei tu che porti il sole», era stampato sulla maglietta indossata dai colleghi del lido la Caravella dove Christian lavorava durante l’estate. «In qualunque posto sarai ti ritroveremo stretti l’uno nell’altro oltre il destino», recitava uno striscione arricchito da una sequenza di foto del ragazzo.
Anche l’amministrazione comunale si è unita al lutto. Presenti al funerale il sindaco Tiziana Magnacca e l’assessore Tonino Marcello. «È difficile confortare chi è nel dolore», ha detto il sindaco, «soprattutto una madre. Oggi rappresento la città e voglio far sentire alla famiglia di Christian che tutta la comunità è vicina a loro».
A celebrare il rito funebre è stato don Raimondo Artese e affiancato da don Beniamino Di Renzo. «La morte di Christian potrebbe essere un segno di Dio. E noi chiediamo al Signore di aiutarci a vivere nel suo amore e a non perderci», ha detto il celebrante.
Toccanti le parole di mamma Carmela che ha ringraziato tutti coloro che le sono stati vicino in un momento così doloroso. «Ora abbiamo un bellissimo soldatino che ci vede dal cielo», ha detto una compagna di scuola che ha letto una lettera dedicata a Christian. Tutta la comunità del Palizzi ha accolto con grande dolore la notizia della scomparsa del diciannovenne: «La morte improvvisa di Cristian ha colpito e sconvolto tutti», è stato uno dei passaggi della nota della dirigente scolastica dell’istituto, Nicoletta Del Re. «La morte del giovane ci appare come qualcosa di scandaloso. Chi vive non può accettare la morte, in particolare essa appare un non senso, atroce e sconvolgente. Oggi tutti abbiamo pensato alla morte come qualcosa di ingiusto, immagino soprattutto voi, cari giovani», ha scritto la docente rivolta agli studenti. «Oggi siamo tutti costretti a guardare in faccia la morte. Il silenzio tombale, al suono prolungato della campana, a mezzogiorno, che oggi ci ha uniti in un unico abbraccio. La morte di Christian ci invita a riflettere sul senso della vita, ci ricorda che noi siamo “viandanti” e che vale la pena non sciupare nulla di quanto ci è stato donato».
All’uscita dalla chiesa gli amici hanno lanciato in aria decine di palloncini bianchi e azzurri, i colori della squadra di calcio del San Salvo, un’altra passione di Christian.
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