«Ci sentiamo minacciati, è l’ora di agire»

30 Aprile 2015

Appello di Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato al prefetto: Chieti non è un’isola felice

CHIETI. Chiedono più sicurezza e invitano le istituzioni «a guardare in faccia la realtà» senza nascondersi dietro la solita frase che relega Chieti tra le «isole felici». Indenni dalla microcriminalità. Una esortazione corale che parte da Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato all’indomani del secondo incendio doloso che ha colpito il negozio del parrucchiere Gianluca Desiderio in via Gran Sasso. «Grande solidarietà all’imprenditore teatino che porta alto il nome di Chieti nella sua professione» commenta Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio Chieti «ma il problema della sicurezza in città va ridiscusso intorno a un tavolo con il prefetto Fulvio Rocco De Marinis e le forze dell’ordine. Incontro che chiederemo nei prossimi giorni». Sulla stessa linea Lido Legnini, presidente di Confartigianato. «Chieti non è indenne dal problema della sicurezza. Noi già da diversi anni abbiamo espresso, insieme alle altre associazioni di categoria, perplessità sulle misure adottate in città per contrastare fatti criminosi come quelli accaduti martedì notte. È necessario riconvocare il tavolo della sicurezza provinciale e rilanciare l’idea degli incentivi economici per tutti i commercianti che decidono di tutelare il proprio negozio attraverso l’installazione di videocamere collegate alle forze dell’ordine o ampliare il servizio di vigilanza notturno». La risposta agli incentivi dello scorso anno per l’acquisto di sistemi di allarme avrebbe dato risposte significative. «Questo a dimostrare che il problema sicurezza per i commercianti è sentito». Daniele Giangiulli, presidente di Confartigianato Chieti ricorda che la prima richiesta di interventi per un servizio di vigilanza più ampio delle forze dell’ordine era stata avanzata nella primavera del 20014. «Il tavolo col prefetto però» sostiene Giangiulli «è rimasto lettera morta. Per le istituzioni non esiste una emergenza sociale. Per noi, invece, i problemi si stanno aggravando. Una realtà che non riguarda solo Chieti, ma tutta la sua provincia». Per tutte e tre le associazioni è necessario tenere alta la guardia per contrastare furti e incendi dolosi a danno dei commercianti. «Non parliamo di infiltrazioni mafiose» tengono a precisare «ma di un forte disagio sociale dovuto alla crisi economica».