Ci sono le scosse, evacuata Ginecologia

19 Gennaio 2017

Reparto con cemento impoverito: la Asl ordina di trasferire subito le neo mamme. Il loro racconto è drammatico

CHIETI. «Al tredicesimo livello si è ballato moltissimo tra una scossa e l’altra». A raccontare cosa è successo al reparto di Ginecologia, che ieri dopo il terremoto la direzione generale della Asl ha deciso di evacuare, è la giornalista del Centro Daria De Laurentiis che si trovava ricoverata nel reparto dopo aver dato felicemente alla luce un bel bambino. «C’è stata molta paura, anche perché le scosse si sono ripetute. È arrivato l’ordine di evacuazione e il reparto è piombato ovviamente nel caos. Ci hanno chiesto di prendere le nostre cose in fretta e ci hanno radunate nell’atrio che si trova tra i reparti di Terapia intensiva e Ginecologia. Hanno anche accelerato il piano di dismissione delle pazienti, mandando a casa quante più persone possibile. Mi sono sentita ripetere per tanto tempo che il Santissima Annunziata è il posto più sicuro del mondo e poi, alla prima scossa, ci hanno fatto andare via dal reparto. Siamo state smistate chi da una parte chi dall’altra con il personale sanitario in evidentissimo affanno che, nel frattempo, ha portato a termine altri quattro parti. Infermiere, ostetriche e medici lavorato tutti al limite delle loro forze con grandissima abnegazione nel far fronte a una situazione del tutto imprevista. E proprio nel momento dell’emergenza hanno saputo dare il meglio di sé con impressionante professionalità. Ma se non c’è la struttura, anche i loro grandi sforzi possono diventare vani». Eppure l’emergenza terremoto non era del tutto imprevista. Anzi, da tempo al tredicesimo piano di quell’ala del Santissima Annunziata non ci sarebbero dovuti essere né letti né pazienti. Fin da quando si è scoperto lo scandalo di due corpi di fabbrica costruiti con cemento impoverito, la Asl ha preso atto dell’accaduto e ha iniziato a pianificare lo svuotamento dei due corpi di fabbrica in questione, il C e l’F.

E proprio al tredicesimo e al quattordicesimo livello del corpo C si trova Ginecologia. Marco e Adelaide sono arrivati ieri alle 8.30 all’ospedale teatino dall’Aquila. «Tutto programmato», dice lei, «la mia ginecologa è a Chieti perciò non appena si sono rotte le acque siamo venuti». Certo non si aspettavano una situazione del genere. «A un certo punto è stato il caos», dice la signora che, mentre racconta di come stava avvenendo lo smistamento delle pazienti nei diversi reparti, avverte la scossa delle ore 14.33 e, in preda allo spavento, si alza dalla sedia a rotelle e reggendosi il pancione corre fuori dal reparto. Il futuro papà e il personale sanitario le corre dietro per tranquillizzarla. «Ero all’Aquila quel 6 aprile», dice la signora che evidentemente non ha potuto dimenticare una paura tanto grande. La decisione di trasferire le pazienti di Ginecologia non è dovuta però a crepe nei muri o altri tipi di danno.

Lo ha assicurato il direttore generale della Asl Pasquale Flacco: «Dopo la scossa», dice, «pur non essendo state riscontrate crepe, lesioni o danni in generale, abbiamo deciso di trasferire temporaneamente le 15 donne ricoverate in Ginecologia e Ostetricia dal corpo C al corpo B. Si tratta di una scelta determinata dalla volontà di dare maggiore tranquillità alle pazienti. Il corpo C che, com'è noto, sta venendo progressivamente svuotato».

Secondo Flacco, dunque, non c’è stata alcuna situazione reale di pericolo, ma solo la volontà di tranquillizzare le degenti: «Nell'unità operativa ci sono stati momenti di forte paura a causa delle scosse avvertite in modo netto dalle degenti e dal personale, spaventati da quanto stava accadendo e dal timore di trovarsi in un luogo vissuto come poco sicuro. Al fine, dunque, di riportare tranquillità e restituire alle donne la giusta serenità, la Direzione aziendale ha optato per il trasferimento al 12° livello del corpo B».