Ciaf, decaduta l’autorizzazione ambientale

Atessa. Si chiude la storia dell’impianto di trattamento dei rifiuti pericolosi e non in Val di Sangro
ATESSA. L’ultimo tassello è arrivato con la decadenza dell’efficacia temporale dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) n. 2/11 del 18 aprile del 2011 per la realizzazione e l’esercizio di un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi: dunque, il capitolo Ciaf ambiente Srl (in liquidazione) appartiene al passato. A comunicarlo al Comune è stato il Dipartimento territorio-ambiente della Regione.
«Finalmente», afferma il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «si conclude la storia travagliata di una vicenda che ha visto protagonista la EcoEridania, progetto che abbiamo, insieme ad altri sindaci, associazione ambientaliste e popolazione, combattuto così come quello della Di Nizio-Colasante che vuole realizzare a Saletti, un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, con adiacente deposito di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Riteniamo che questo tipo di aziende non si addicano nella nostra valle che ha tutt’altro tipo di storia industriale e che convive con nuclei abitati, e dove la qualità dell’aria e delle falde acquifere è già a livello di guarda».
A maggio 2018 ci fu una grande manifestazione in Val di Sangro, organizzata dal Comitato dei sindaci in difesa dell’ambiente, per dire no alla Di Nizio e alla ex Ciaf. Il progetto nella ex Ciaf prevedeva raccolta, stoccaggio provvisorio e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi provenienti da strutture sanitarie. La capacità complessiva di trattamento dell’impianto era di circa 200.000 t/annue, di cui circa 50.000 di reflui chimico-fisici (fanghi provenienti da industrie chimiche). A luglio 2018, la EcoEridania rinunciò all’operazione di rilevare la Ciaf, ma ciò non bastava per scongiurare riapertura: difatti rimaneva in sospeso l’autorizzazione concessa alla Ciaf nel 2011.
La Ciaf Ambiente non ottemperò alla presentazione di adeguate garanzie finanziarie e il 3 ottobre 2018 il tribunale di Lanciano ne ha dichiarato il fallimento. La rinuncia della EcoEridania a rilevare l'azienda fu già un grande passo avanti ma restava in sospeso l'Aia del 2011, arrivata ora a decadenza.
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